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Scienza

Contro le mine anti-uomo, pronti i topi newyorkesi

Un esperimento condotto a New York potrebbe presto portare ad impiegare i topi, con un olfatto particolarmente sviluppato, a individuare i pericolosi ordigni, che ogni anno fanno più di 15 mila vittime

Nella foto alcuni militari impegnati nella rimozione e classificazione di ordigni, tra i quali anche mine anti-uomo. Credits: CRISTIANO LARUFFA/LAPRESSE

Il sogno è quello, in giorno, di non dover più vedere gli effetti devastanti delle mine anti-uomo su chi accidentalmente ci si imbatte. Ma presto questo sogno potrebbe diventare realtà. Un laboratorio dell'Hunter College di New York ha infatti creato delle modificazioni genetiche su una specie di topo particolarmente diffusa nella Grande Mela, in grado di rendere l'olfatto dei ratti così sensibile da poter riconoscere un particolare tipo di esplosivo, presente nelle mine anti-uomo. Si tratta del Dnt, molto simile al più noto Tnt.

La nuova frontiera, dunque, è quella di puntare sul mondo animale. In passato ci avevano provato anche alcuni studiosi in Belgio , che avevano addestrato ratti nella ricerca di ordigni. I risultati, però, erano stati inferiori alle aspettative, soprattutto perchè richiedevano maggior tempo per insegnare ai topi il difficile compito (almeno 9 mesi). Ora, invece, Charlotte D'Hulst, bioingegnere dell'Hunter College, spiega che l'idea è quella di "riuscire a rilevare il cambio di comportamento dei topi usando dei microchip impiantati sotto la pelle e collegati ad un computer". In questo modo non solo non si metterebbero a rischio migliaia di vite umane, ma si otterrebbe come risultato anche quello di accorciare i tempi di individuazione delle mine anti-uomo. Ad oggi questo delicato intervento è affidato a militari specializzati EOD, Explosive Ordnance Disposal, ovvero esperti nella ricerca e bonifica, tramite metal detector, delle mine stesse. Un lavoro che però richiede giornate intere.

Con l'impiego dei topi, invece, si potrebbero ottenere risultati incredibili in poche ore. Un esperimento in questa direzione è stato effettuato anche sui topi giganti africani, in Tanzania e Mozambico, per via del loro olfatto particolarmente sviluppato. Secondo The Times, a mettere in atto lo studio è stata la ong Apopo. "La rilevazione è la parte più difficile, pericolosa e costosa dell'azione di sminamento: i ratti sono molto più difficili da addestrare che non i cani, ma sono molto più efficaci" ha spiegato il fondatore della ong, Bart Weetjens. Per addestrarli ci si basa soprattutto sul meccanismo della ricompensa alimentare, per lo più sotto forma di frutti come banane.

Ad oggi, secondo l'Onu, le mine anti-uomo uccidono dalle 15 alle 20 mila persone all'anno. Nel mondo ce ne sarebbero 230 milioni. Il continente più colpito è l'Africa, dove ci sarebbero oltre 40 mila mine anti-uomo. A rendere ancora più insidiosi questi tipi di ordigni è il fatto che possono rimanere attivi per decenni, esplodendo a distanza di molto tempo dalla loro collocazione.

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