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Scienza

Il cervello si allena con le mappe mentali

Un campione di memoria spiega trucchi e tecniche che aiutano a ricordare

Matteo Salvo ha vissuto due vite. Nella prima non riusciva a rendere per quel che avrebbe voluto, aveva dato solo 7 esami nei primi tre anni di università e non capiva come mai gli era così difficile studiare, memorizzare le cose, raggiungere un rendimento soddisfacente negli studi. Nella sua seconda vita lo vediamo immerso in una piscina, con un mazzo di carte tra le mani, mentre entra le Guinness dei primati per essere riuscito a memorizzare l'esatta sequenza di tutte e 52 le carte del mazzo stando in apnea. Oggi scrive libri e tiene corsi per insegnare a tutti come utilizzare al meglio la memoria, come allenarla e trarne il massimo.

Esce oggi in libreria il suo ultimo lavoro, il cui titolo lascia poco all'immaginazione: Metti il turbo alla tua mente con le Mappe Mentali. Panorama.it lo ha intervistato per carpire qualche segreto e cercare di rispondere alla domanda: siamo tutti potenziali campioni di memoria?

La memoria è un dono innato o è qualcosa che si può allenare?
Serve solo conoscere il metodo, come nello sport. A me nessuno aveva mai detto come studiare, a scuola e all'università mi davano nozioni ma non spiegavano come fare a imparare. Quindi occorre prima di tutto un metodo e poi tanto allenamento, altrimenti non si ottiene nessun risultato. Come la tabella fatta dal miglior personal trainer del mondo: se poi non vai in palestra a che serve? Lo stesso vale per l'allenamento senza metodo come molti fanno per imparare le lingue straniere. Gli adulti di solito pretendono di imparare studiando la grammatica da un libro, ma non è così che i bambini imparano a parlare, lo fanno immergendosi nella lingua. Ecco perché spesso lo studio delle lingue non porta ai risultati sperati.

Quali sono questi metodi?
Prima di tutto serve un atteggiamento mentale diverso. Dobbiamo smettere di studiare per imparare e iniziare a studiare pensando di dover spiegare la materia a qualcun altro. In questo modo siamo costretti a chiederci qual è il concetto chiave e poi elaborare le informazioni in modo da riuscire a trasferirle ad altri.

Le Mappe Mentali che cosa sono e che ruolo hanno?
Le Mappe Mentali sono una delle tecniche di apprendimento e hanno diverse applicazioni per studenti, manager, professionisti. Possono esser utilizzate sia per prendere appunti e per ascoltare le informazioni e interiorizzarle in fase di ascolto, invece di passare il tempo a trascrivere appunti parola per parola senza comprendere, sia per rissumere schematicamente quello che si è studiato per poi poterlo più facilmente ricordare.

Come sono fatte e perché funzionano?
La Mappa Mentale è una rappresentazione grafica del nostro pensiero, ha la struttura di un neruone e parla alla nostra mente la sua lingua. Quando pensiamo noi pensiamo per immagini e colori. E creiamo delle associazioni di idee. Tutto questo viene riprodotto in una mappa mentale. Quando penso a un cavallo non immagino la parola "cavallo", ma formo nella mia mente l'immagine dell'animale, magari su un bel prato verde, vicino a una staccionata. Devo assecondare questo modo di pensare quando schematizzo le cose da ricordare. Il foglio si dispone in orizzontale, al centro va messo l'argomento principale, come fosse il titolo, e da lì partiranno dei rami sui quali disporremo parole chiave, non frasi, che sarano altrettanti grilletti per richiamare i concetti, affiancate da immagini che aiutino a ricordare. Non devono necessariamente rappresentare ciò di cui si sta parlando, ma solo richiamarlo. Questo è molto importante in presenza di concetti astratti. Se devo ricordare la volatilità disegnerò un volatile, per l'ammortamento va bene una bara che ricorda la morte. Questo ci permette di andare a sfruttare una memoria più emotiva a lungo termine e consolidare le informazioni.


Mappa mentale

Un esempio di Mappa Mentale

Ma non è difficile fare tutto questo mentre si ascolta una lezione?
In realtà è molto più veloce. Si ascolta, si comprende il concetto e si mette giù solo quello. Spesso sono chiamato a convegni dove mi viene chiesto di riassumere i concetti chiave di un relatore, che magari ha parlato due ore, in tre minuti costruendo una mappa mentale. Basta focalizzarsi sui concetti chiave, tanto non ricorderemo mai tutte le parole. Spesso gli studenti perdono intere giornate sui libri nel tentativo di mandare a mente fiumi di parole, il che richiede un enorme sforzo mnemonico e ha lo svantaggio che spesso poi se manca una parola non riescono ad andare avanti. La verità è che quella stessa cosa la posso spiegare in 10 modi diversi.

Per quel mazzo di carte memorizzate sott'acqua però le Mappe Mentali non le ha potute usare...
Esitono tecniche di memoria diverse per memorizzare dati: date storiche, codici, formule matematiche, i nomi delle persone che incontro, vocaboli in lingua straniera. Le persone che frequentano i miei corsi vengono per avere più tempo. Agli occhi di molti non avrebbero motivi di esserci perché già ottengono ottimi risultati, ma hanno voglia di migliorare perché molti alla fine della giornata devono fermarsi in ufficio fino a tardi per leggere materiali di lavoro, aggiornamenti di procedure ecc. Memorizzare meglio e più velocemente li aiuta ad alleggerire la mole di lavoro.

Lei ha anche vinto il titolo di International Master of Memory ai Campionati Mondiali di Memoria di Londra nel 2013 e per farlo ha dovuto ricordare un numero lungo 1124 cifre. Come si fa?
Occorre creare ganci ai quali appendere le cose da ricordare. Percorsi fisici lungo i quali disporre i vari elementi. Come faceva Cicerone per ricordre i suoi discorsi: prendeva diversi punti di un percorso che gli era familiare e associava a ogni luogo un concetto o un passaggio del discorso. A lui dobbiamo il modo di dire "in primo luogo... in secondo luogo" che in effetti altrimenti non ha molto senso. Possiamo farlo anche noi: prendere dei punti lungo dei percorsi a noi noti e trasformare le informazioni che vogliamo imparare in immagini sparse lungo quel cammino.

Se per ricordare esistono tecniche e la mente può essere allenata, ma come si fa poi a dimenticare?
Una persona ricorda solo le cose che le interessano. Se ora lei mi chiedesse quelle 1124 cifre non me ne ricorderei nemmeno una. Un po' come quando si fa la lista della spesa: si ricordano le cose finché serve, ma una volta comprate si cancella tutto. Si trasferisce nella memoria a lungo termine solo quello che serve davvero.

Come si fa a dire al cervello cosa ricordare a lungo e cosa no?
Lo sappiamo prima di cominciare, e una volta stabilito si dovranno fare ripassi intervallati delle associazioni di immagni che abbiamo creato finché quell'informazione non diventa parte del nostro bagaglio culturale. In questo modo le informazioni restano più a lungo rispetto al sistema tradizionale. Quando leggo, sottolineo e rileggo è come se volessi creare un sentiero su un prato a forza di camminarci sopra: molto difficile. Nell'altro modo invece è un po' come passarci con la ruspa. E la ripetizione intervallata garantisce che in quel sentiero l'erba non cresca più.

Diversificare le fonti migliora la comprensione e la memorizzazione?
Non parlo mai di memorizzazione se prima non è avvenuta la comprensione. Memorizzare è la fase che richiede più tempo, poi in realtà veniamo valutati sull'esposizione, che è ancora un passo ulteriore. La cosa più funzionale è andare a utilizzare i veicoli più potenti per l'apprendimento. Per imparare una cosa è molto meglio un corso dal vivo che la lettura di un libro, è molto più efficace. Così per esempio un video va a coinvolgere più sensi, quindi i concetti che esprime restano molto di più. E' ovvio che un video non può sostituire lo studio, ma a volte con meno sforzo aiuta a imparare di più. Un po' come la prima neve, che non attacca ma fa da base per la seconda, cioè prepara il terreno.

Il record mondiale stabilito in apnea che l'ha messa nel Guinness dei primati è imbattutto da tre anni. Quanto tempo si allega per ottenere questi risultati?
Quando ci sono le gare diventa come uno sport. Mi alleno due ore al giorno o anche di più tutti i giorni sotto gara. Quando cominci a farlo ti rendi conto di quanto velocemente si possa memorizzare. Ogni giorno si memorizzano migliaia di informazioni.

Come si rilassa dopo uno sforzo del genere?
In realtà è come essere dei registi, dei creativi: ti danno delle cose e devi combinarle tra loro per ricordarle, è divertente, bello e fa sentire la mente agile, veloce, viva. E poi c'è una grande soddisfazione nel riuscire a battere il proprio record precedente. Per rilassarmi poi mi dedico alla natura e allo sport.

Matteo Salvo presenta il libro martedì 10 novembre alle 18:30 presso la libreria Mondadori Megastore in via Marghera, 28 a Milano.

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