A dicembre minacciava già il distacco e dal 12 luglio la piattaforma di ghiaccio Larsen C in Antartide può dire di essere uno degli icesberg più estesi. il più grande mai registrato a memoria d'uomo.

Perdendo il 10 per cento della propria area, l'enorme blocco di ghiaccio è arrivato alla grandezza 5.800 mila km quadrati, quasi quanto la regione Liguria.

Gli scienziati della Swansea University da piu' di 10 anni tenevano sotto controllo le crepe prodottesi nell'area. E la frattura nel ghiaccio si era accentuata a patire dal 2014, tanto da far temere come imminente la spaccatura.

Negli ultimi mesi del 2016 la spaccatura, lunga quasi 200 chilometri, larga circa 90 metri e profonda più di mezzo chilometro, avava subito un'accelerazione.

Di seguito quello che i ricercatori temevano a marzo 2017.

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Geografia in evoluzione
Una volta avvenuta la spaccatura, il fronte del ghiaccio della piattaforma denominata Larsen C sarà nella posizione più arretrata mai registrata. Questo cambierà completamente l'aspetto della Penisola Antartica: la nuova configurazione sarà meno stabile di quanto fosse prima della creazione della faglia. Ciò significa che la piattaforma Larsen C potrebbe seguire il destino della sua vicina Larsen B, che si è completamente disintegrata nel 2002, dopo un evento simile a quello al quale stiamo assistendo ora.

Colpa del clima?
La prima preoccupazione è cosa ne sarà dell'iceberg gigante una volta che si sarà staccato. Si tratterà di uno dei 10 iceberg più grandi di sempre quindi basta la sua mole a spaventare. Gli scienziati del progetto MIDAS, dell'Università gallese di Swansea, che tengono la situazione sotto stretto controllo, sostengono che si tratta di un evento geograficio e non climatico. Per quanto sia probabile, non ci sono prove concrete che sia il riscaldamento la causa della separazione dell'iceberg dalla piattaforma alla quale appartiene.

Niente panico
Quanto ci metterà l'iceberg a sciogliersi e potrebbe causare un innalzamento del livello del mare? Secondo Adrian Luckman, che dirige la ricerca a Swanwea, tutto dipende dalla direzione che l'iceberg o gli iceberg, se dovesse spezzarsi in vari tronchoni, prenderà una volta staccato. Se restasse nella zona, dove l'acqua è molto fredda, potrebbe continuare a vagare per anni e perfino per decenni. Se invece, a causa dei venti e delle correnti, si spostasse verso nord, potrebbe sciogliersi più velocemente. Qualunque sia la sua sorte, è destinata a compiersi con una lentezza tale da non far temere ondate o addirittura tsunami.

Quanto alla minore stabilità della piattaforma Larsen C, la sua totale disintegrazione è per ora soltanto un'ipotesi, ma se questo evento si verificasse nei prossimi decenni potrebbe incidere in modo indiretto solo in minima parte sull'innalzamento dei mari. Le stime comunque dicono che se tutta l'acqua contenuta nella piattaforma Larsen C dovesse finire in mare, questo causerebbe un innalzamento globale di circa 10 centimetri. Siccome però queste spaccature sono una parte naturale del ciclo delle piattaforme di ghiaccio è anche del tutto possibile che Larsen C si riformi, sempre che la piattaforma rimanente non risulti troppo fragile per consentire una "ricrescita" del ghiaccio.

(scritto il 3 febbraio 2017 e aggiornato il 12 luglio 2017)

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