Scienza

L'ansia da matematica si può curare. Ecco come

Se soffrite del terrore dei numeri, probabilmente avete un'intelligenza superiore alla media

matematica, pallottoliere

Affrontare calcoli e semplici formule vi mette ansia, sin dai tempi delle elementari?  O ancora ricordate con terrore le interrogazioni di matematica: sudorazione a litri, salivazione azzerata, balbettii incomprensibili e altri sintomi fantozziani che vi impedivano di risolvere anche una banale addizione come due più due?

Si chiama ansia da matematica, e se ne soffrite (o se ne avete sofferto), significa che avete un quoziente d’intelligenza sopra la media e il vostro cervello è fortemente predisposto per i problemi matematici. Sembra paradossale ma è proprio così.

Lo dimostra uno studio condotto all’Università di Chicago da ricercatori guidati da Sian Beilock, professore di psicologia, che spiega: “L’ansia da matematica colpisce gli studenti che potenzialmente potrebbero raggiungere i risultati migliori”, perché sono quelli più dotati in termini di memoria di lavoro”.

Si tratta di una funzione cognitiva del cervello legata alla memoria a breve termine: “È come un blocco per appunti mentale, dove archiviamo temporaneamente le informazioni da elaborare, tipicamente proprio i numeri e i calcoli”.

Maggiore è la memoria di lavoro, più elevato è il quoziente d’intelligenza. L’ansia da matematica interferisce con questa parte della memoria. Ecco perché studenti poco brillanti e con un QI basso riescono a sopravanzare i coetanei più intelligenti: non sono bloccati dall’ansia perché non usano la memoria di lavoro, essendone sprovvisti, per risolvere problemi matematici.

La ricerca di Beilock, condotta su 88 scolari di prima elementare e 66 di seconda, ha evidenziato come questa patologia influisca sul rendimento scolastico: i bambini che ne soffrono rimangono indietro di quasi metà anno scolastico rispetto ai coetanei in termini di prestazioni matematiche. “Ciò porta a un circolo vizioso negativo” aggiunge Beilock, “ perché proprio gli scolari più predisposti sono anche quelli più impauriti dall’aritmetica e quindi con le performance peggiori”.

Il rimedio? Ridimensionare l’ansia, facendo scrivere agli studenti delle loro ansie e paure nell’affrontare la matematica. E poi diminuire le pressioni da parte di genitori e insegnati, aiutando i ragazzi a vedere interrogazioni e compiti in classe come un gioco d’abilità piuttosto che una minaccia, concludono i ricercatori.

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