Il terremoto nelle Marche, Umbria e nel Lazio, non risparmia gli animali da compagnia né quelli allevati. Secondo una stima dell'Aidaa, Associazione italiana difesa animali ed Ambiente, sono 5mila gli animali da compagnia ricoverati nelle tendopoli o negli alberghi messi a disposizione per l'emergenza, insieme ai rispettivi padroni. Per un totale di 60mila animali coinvolti, afferma l'Aidaa, se si sommano anche gli animali da reddito negli allevamenti della zona, tra norcinerie, caseifici, allevamenti bovini.

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Salvati dalle macerie

"Sono oramai più di una decina" spiega l'Associazione "i cani ed i gatti estratti dalle macerie di Norcia dai Vigili del fuoco e consegnati dapprima alle Guardie ecozoofile e poi una volta individuati riconsegnati ai rispettivi proprietari. Ma la situazione non è affatto da definirsi tranquilla. Si pensa possa essere comunque alto (anche se non si conosce il dato preciso) il numero di animali vaganti sia cani ma sopratutto gatti scappati durante le scosse dei giorni scorsi. Si contano anche alcuni animali morti". Tuttavia, osserva il presidente di Aidaa, "l'allarme riguarda prevalentemente gli animali da reddito che vivono nelle campagne. Anche per loro serviranno ripari a prova di terremoto".

Gli allevamenti in pericolo

Per gli allevamenti nell'altopiano sopra Norcia e al confine tra Marche e Umbria la situazione "è molto critica. Le frane hanno isolato molte aziende zootecniche e caseifici - riferisce la direzione regionale della Cia Umbria - e manca l'acqua, sia per dissetare gli stessi allevatori e casari sia per le stalle. E senza l'acqua non si tengono gli animali".

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A quota mille metri, riferisce la confederazione degli agricoltori umbra, gli allevatori hanno passato una notte insonne, per non far scappare il bestiame dall'aziende che non hanno recinti in quanto privilegiato l'allevamento allo stato brado. Danni strutturali si registrano nelle stalle a Castel Sant'Angelo che hanno subito crolli. I soccorritori tuttavia sono riusciti a portare viveri per tutti.

Stalle di legno

L'emergenza è così alta da spingere l'assessore regionale Fernanda Cecchini a convocare, a Norcia (Perugia), un incontro urgente con tutte le organizzazioni agricole, per determinare le prime azioni di supporto alle aziende agricole. "Serve dar ricovero in loco agli allevatori - sottolinea Cia Umbria - in primis con casette in legno e stalle o strutture mobili, dai camper alle roulotte, con spese che possono essere anche anticipate dagli operatori se c'è un impegno al rimborso con tempi certi". Nella situazione di devastazione, la Cia Umbria segnala anche due note positive: a Castelluccio non sono andate distrutte le stalle perché già costruite in legno e con tecniche antisismiche. Anche i frantoi umbri continuano la loro attività per la produzione del rinomato olio extravergine perche' situati in zone non interessate da attività sismica

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