Animali

Nando Orfei: vi racconto il mio circo senza animali

"Vogliamo innovare, trasformare il circo tradizionale, per creare quello del futuro" spiega uno dei più grandi personaggi della tradizione circense italiana

Uno spettacolo raccolto, con atmosfere d’avanguardia come quelle del Cirque du Soleil, a tratti un po’ retrò come il circo dei sogni dal sapore felliniano. E soprattutto senza animali. È la scelta di Nando Orfei , nome storico della tradizione circense italiana, per il suo nuovo spettacolo.

“Fin da ragazzo ho sempre desiderato di fare un circo dove poter sognare, dove i bambini potessero andare a casa contenti e questa scelta va in questa direzione – racconta a Panorama.it Orfei -. È un modo molto curato nei particolari, un circo elegante. Vogliamo innovare, trasformare il circo tradizionale, per creare quello del futuro. È una decisione difficile dal punto di vista delle aspettative del pubblico, in particolare dei bambini, ma abbiamo un riscontro notevolissimo e ogni sera continuiamo a fare il tutto esaurito”.

All’interno dello spettacolo, unica nota dedicata agli animali domestici, un gruppo di simpaticissimi cagnolini avvicendati, al fianco dei loro colleghi umani, in alcune gag e piccoli percorsi di agility e un coniglio, in scena secondo la tradizione illusionista.

“È da anni che ho deciso di vendere gli animali, non è detto che tra qualche anno non possa tornare indietro su questa decisione, per ora voglio percorrere questa strada, senza voler assolutamente criticare i miei colleghi che invece continuano a usarli – aggiunge Orfei -. È un circo più piccolo, più raccolto, con luci e costumi fantastici, con numeri che, anche senza animali, sono stati premiati con riconoscimenti internazionali e ci danno grande soddisfazione”.

Orfei ricorda la sua profonda ed interminabile amicizia con il grande Federico Fellini, che lo volle in molti dei suoi film, tra cui Amarcord vincitore del premio Oscar come miglior film straniero nel 1973. Nando Orfei, co protagonista, interpretava il ruolo del “Patacca”. “Con Federico ho condiviso anni fantastici e lui mi diceva sempre: Nandino, ricordati che devi studiare sempre per la qualità. Ecco, io voglio creare un effetto fiaba, quasi come Wanda Osiris faceva nei suoi spettacoli – conclude Orfei -. Io voglio lasciare un ricordo ed è per questo che la mia famiglia ha un nome che si tramanda da decenni e vuole continuare a essere ricordato per uno spettacolo da sogno”.

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