Animali

Metà gatto, metà orsetto: ecco a voi l'Olinguito

Scoperta una nuova specie di mammifero, nell’emisfero occidentale non accadeva da trentacinque anni. Vive in Sud America prevalentemente sugli alberi delle foreste delle Ande.

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– Credits: Mark Gurney

Pesa meno di un chilo, ha occhi grandi e dolci in un musetto da orso, mentre il corpo somiglia a quello di un gatto domestico, ha il pelo lanuginoso e di colore arancio e marrone. È l’Olinguito, un bizzarro e adorabile animale che sembra un incrocio proprio tra un felino e un orsetto. È una nuova specie di mammifero, anche se la scoperta è avvenuta in modo particolare: è stato sotto gli occhi di tutti - in natura, negli zoo e nei musei - per più di cento anni, ma è sempre stato scambiato per un procione.

Mentre conducevano una ricerca su scheletri ed animali imbalsamati conservati nei musei, proprio per studiare le caratteristiche di un particolare procione, l’Olingo, originario del Sud America, alcuni scienziati dello Smithsonian's National Museum of Natural History (Washington D. C.) si sono accorti di alcuni esemplari molto particolari. Cranio e denti erano più piccoli e di forma diversa, e il manto più lungo e peloso. Così, dopo ben dieci anni di analisi, compresa quella del Dna, i ricercatori si sono accorti di essersi imbattuti in una nuova specie di procione, anzi in una nuova specie di animale, molto differente dall’Olingo sia per dimensioni (è più piccolo) sia per habitat (le analisi hanno rivelato che vive tra i 1.500 e 2.700 metri d’altezza sulle Ande).

L’hanno quindi battezzato Olinguito (il nome scientifico è Bassaricyon neblina) ma, dato che le ricerche sono state condotte su reperti preservati nei musei da decenni, si sono immediatamente posti il cruciale interrogativo: esistono ancora esemplari che vivono allo stato brado? Così hanno subito organizzato una spedizione sul campo.

Come novelli Darwin, si sono recati sulla Cordigliera delle Ande, guidati da uno zoologo ecuadoregno che recentemente aveva filmato un Olinguito, anche se per pochi minuti. La missione ha dato i sui frutti: in tre settimane gli scienziati sono riusciti ad osservare e a confermare l’esistenza dell’Olinguito, cercando anche di carpire quanto più possibile sulle sue abitudini e sul suo ambiente.

Hanno così scoperto che è un animale prevalentemente notturno, vive sugli alberi, dai quali scende raramente, e pur essendo formalmente un carnivoro, si nutre quasi esclusivamente di frutta. Le foreste dove vive questo simpatico pelouche animato, tra Colombia ed Ecuador, sono però a rischio: già il quaranta per cento è stato convertito in terreno agricolo, minando la sopravvivenza dell’Olinguito.

“La sua scoperta dimostra che non tutto il globo è stato ancora esplorato e chissà quanti altri segreti ha ancora da rivelarci la natura” afferma Kristofer Helgen, curatore dello Smithsonian e autore dell’articolo che racconta la scoperta sul numero del 15 agosto della rivista ZooKeys .

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