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Animali

Ecco la cura per le barriere coralline

Trovato il sistema per salvare il corallo dalla terribile "peste bianca", il virus che distrugge l'ecosistema marino

2) Grande Barriera Corallina, Australia

Curare i coralli malati con un virus e salvare le barriere coralline. Ci sono riusciti biologi capitanati da Eugene Rosenberg, del dipartimento di microbiologia molecolare e biotecnologie dell’Università di Tel Aviv, sviluppando un trattamento molto simile alle terapie usate nella medicina umana, che potrebbe aiutare a preservare uno dei più spettacolari habitat del pianeta: la barriera corallina del Mar Rosso.

Com’è noto, queste meravigliose strutture subacquee sono formate dalla sedimentazione degli scheletri dei coralli: purtroppo quasi il 10% è affetto dalla Thalassomonas loyana, una malattia batteriologica mortale, altresì conosciuta come la “peste bianca”, perché si diffonde e infetta i coralli vicini. Il corallo non sviluppa anticorpi, quindi non si può creare un vaccino per questa epidemia; e curarlo con antibiotici è quasi impossibile: sarebbero dispersi in acqua danneggiando l’ecosistema.

Gli scienziati israeliani hanno quindi pensato di infettarlo con uno specifico virus (spargendone una moderata concentrazione per millilitro) che si mangia letteralmente i batteri causanti la malattia. La tecnica, già sperimentata su esseri umani ed altri animali, ha avuto uno straordinario successo: dopo un giorno, l’infezione che affliggeva i coralli è quasi scomparsa e l’epidemia si è fermata.

In questo caso, spiega il professor Rosenberg, abbiamo isolato un virus batteriofago specifico per la calamità che flagella i coralli del Mar Rosso: ora basterà individuare l’appropriato visus per ogni patologia e per ogni tipo di corallo in tutti i mari del mondo. Sarà un grande passo avanti per difendere questo straordinario patrimonio marino, già piagato dall’inquinamento, la pesca indiscriminata e dai mutamenti climatici, sostengono Rosenberg e colleghi.

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