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Animali

Così si formano i colori del manto del gatto

Individuato il gene che dipinge le striature sul pelo delle nostre piccole tigri da salotto

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– Credits: Ansa

Dio ha creato il gatto per procurare all'uomo la gioia di accarezzare la tigre”. Chissà quante volte avete ricordato questo popolare aforisma coccolando il manto tigrato del vostro micio, magari meravigliati di come i motivi disegnati sul pelo dell’innocuo batuffolo intento a prodigare fusa siano identici a quelli dei suoi feroci parenti selvatici delle foreste esotiche.

Ricercatori dell’Institute for Biotechnology di Huntsville (Alabama) e della Stanford University in California hanno individuato il gene che “dipinge” le striature sul mantello della nostra piccola tigre da salotto e dei felini più grandi, come il ghepardo.

Lo studio, condotto su centinaia di gatti comuni e su una nutrita (in tutti i sensi) colonia felina californiana, ha dimostrato che la mutazione di un gene dal nome impronunciabile (“Transmembrana aminopeptidase Q”, o più semplicemente Taqpep) modifica la striatura del pelo, senza interferire però con nessun altro organo o funzione vitale. Quando nel corredo genetico del gatto manca il Taqpep, la tigratura è differente dal solito: le sottili righe scure verticali diventano bande più grandi, simili più a macchie allungate.

Il gene Taqpep agisce nella stessa maniera anche in una rara specie di ghepardo che abita l’Africa sub-Sahariana. E perché le strisce cambiano dimensioni man mano che il gatto cresce, ma non aumentano di numero? I ricercatori hanno scoperto anche un altro gene, chiamato Edn3, che controlla questo processo e che è anche responsabile del colore della tigratura.

Grazie a questa ricerca, è stato possibile elaborare un modello scientifico su basi genetiche che spiega e predice come si sviluppano, e in quali tonalità di colori, i motivi tigrati sulla pelliccia dei gatti domestici e dei felini selvatici. In una nota in fondo all’articolo, pubblicato sul numero del 21 settembre di Science, i ricercatori specificano che tutti i prelievi e le biopsie, sia sugli animali selvatici sia su quelli domestici, sono stati eseguiti in cliniche veterinarie in anestesia totale, mentre gli animali erano sottoposti a controlli medici di routine o altri interventi, senza ledere in alcun modo i felini.

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