Animali

Avvelenamento cani: ecco cosa fare

Dopo gli episodi a Milano e il panico dei proprietari di cani, abbiamo interpellato due esperti per sapere come prestare il primo soccorso all'animale e come fare la denuncia

– Credits: andresrimaging/iStock

 Irene Franco, Direttore sanitario della clinica ENPA di Milano, spiega cosa fare per evitare o per soccorrere il cane in caso di avvelenamento.

Per evitare avvelenamenti due consigli pratici:

1) Cercare di prestare attenzione all’applicazione di eventuali cartelli informativi di trattamenti diserbanti o rodenticidi

2) Tenere sempre sotto controllo il cane e cercare di evitare di lasciarlo “incustodito”

Per la gestione di un ipotetico avvelenamento:

1) Cercare di verificare la natura della sostanza (leggere composizione se presente);

2) Contattare immediatamente un centro antiveleni ed il proprio veterinario o un veterinario disponibile;

3) Considerando il consiglio al punto 2, in generale quindi sempre avere con se un numero di una struttura aperta

4) Se concorda il veterinario, indurre il vomito ammeso che l’ingestione sia avvenuta nell'arco di un’ora

5) Recarsi presso il proprio veterinario per stabilire se necessario piano terapeutico

6) Se la sostanza tossica è una sostanza il cui contatto è avvenuto attraverso la pelle, lavare immediatamente il cane

7) Se si ha la possibilità, con le dovute precauzioni (indossare guanti), raccogliere la potenziale esca e tramite il veterinario, fare segnalazione ufficiale alle ASL veterinarie

Per sapere invece come agire, nel caso il cane sia stato avvelenato nei parchi o in giro per la città, abbiamo chiesto a Ermanno Giudici (Presidente e Capo Nucleo Guardie Zoofile - ENPA Sezione Provinciale di Milano) cosa si deve fare anche per evitare che altri cani debbano subire la stessa sorte.

Ecco la procedura:

- Il proprietario o il veterinario che riscontrino un caso di sospetto avvelenamento di un animale devono darne immediata comunicazione scritta al Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio ed al Sindaco del Comune dove è avvenuto il caso

- Il veterinario deve consegnare all’ASL i campioni utili per la determinazione del principio attivo responsabile dell’avvelemnamento e, se l’animale è deceduto, le spoglie per poter compiere accertamenti autoptici presso gli Istituti Zooprofilattici, che dovranno eseguire gli esami necessari

- In caso di accertamento da parte degli Istituti Zooprofilattici di un avvelenamento, devono darne informazione all’ASL e al Sindaco del Comune dove il fatto è avvenuto e trasmettere una notizia di reato alla Procura della Repubblica competente per territorio

- Il Sindaco del Comune interessato, nelle 48 successive alla segnalazione di presunto avvelenamento effettuata dal medico veterinario deve:

o     Provvedere alla delimitazione dell’area dove si presume sia avvenuto l’episodio di maltrattamento, tabellandola con idonea cartellonistica;

o     Individuare le modalità di bonifica dell’area e farla eseguire;

o     Intensificare l’attività di vigilanza da parte della Polizia Locale e delle forze dell’ordine

o     Informare il Prefetto perché attivi un tavolo sugli avvelenamenti con tutte le componenti coinvolte, anche al fine di monitorare il fenomeno

- Al di là di quanto previsto dall’Ordinanza del Ministero della Salute il proprietario, in caso di avvelenamento conclamato da sintomatologia diagnosticata da un medico veterinario, deve sporgere denuncia per i reati previsti dagli articoli 544 bis o ter e 638 del Codice Penale presso un comando di polizia giudiziaria, inviandone copia agli uffici comunali preposti

- Nel caso vengano reperite esche composte da sostanze commestibili (carne, grasso, salumi) ed appetibili per gli animali oppure altre rese appetitose mediante immersione in sangue, brodo come spugne, pezzi di gommapiuma o altro che all’interno possano contenere oggetti acuminati (chiodi, viti, pezzi di ferro o vetro), bisogna darne immediato avviso alle forze di polizia. Non è mai consentito lo spargimento di sostanze velenose in aree pubbliche o aperte al pubblico senza che siano messi avvisi e, nella grande maggioranza dei casi, senza che siano custoditi in appositi contenitori che possano essere accessibili solo alle specie bersaglio (topi, ratti, blatte, scarafaggi, etc..).

- I principi con cui vengono confezionati i bocconi avelenati sono normalmente di facile reperimento e sono sostanze per la derattizzazione (cumarinici), lumachicidi (metaldeide) oppure liquido antigelo per auto (alcol polipropilenico), antiparassitari liquidi (parthion e affini)

Le persone che compiono questo tipo di attività, che oltre a prevedere l’uccisione di animali possono costituire un serio pericolo anche per gli umani, soprattutto per i bambini, sono da ritenere socialmente pericolosi perché, nel mettere in atto il loro disegno criminale rivelano un profilo che rende particolarmente evidente la componente anti-sociale:

  • Mettono in atto la loro attività senza avere un bersaglio individuato
  • Accettano il rischio che la loro azione possa provocare una pluralità di eventi dannosi
  • Non costituisce una limitazione il fatto che lo spargimento di sostanze venefiche possa potenzialmente essere mortale anche per un bambino

Per prevenire in modo efficace gli avvelenamenti e per coordinare meglio le attività di indagine sarebbe opportuno poter usufruire di un database condiviso da tutte le forze in campo (ASL, polizia giudiziaria) che preveda la geolocalizzazione di ogni singolo evento, corredato da principio attivo rilevato e dal periodo. Tutto questo permetterebbe di poter meglio esercitare l’attività di indagine perché ogni prodotto ha una sua impronta, è reperibile in determinati punti vendita e perché è stato dimostrato da più indagini che normalmente l’avvelenatore agisce in luoghi che conosce, vicino alla propria abitazione.

Quindi è necessario che tutti contribuiscano a denunciare fatti simili: per la salute dei nostri amici a quattrozampe e per la sicurezza dei nostri figli.

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