Scienza

Alan Turing, la straordinaria (e tragica) storia di un genio

Cento anni fa nasceva l'uomo che inventò l'intelligenza artificiale

Enigma, la macchina usata dai soldati tedeschi durante la II guerra mondiale per criptare i messaggi, "sconfitta" dal genio di Alan Turing

Alan Turing avrebbe sorriso pensando che qualcuno potesse un giorno fare di lui un ritratto in poche righe. I recensori che in occasione del 23 Giugno 2012, anniversario della sua nascita, dovranno ricordare la sua figura avranno di fronte a sé molti Turing: il matematico, il teorico dell’intelligenza artificiale, il logico, il crittanalista, il filosofo, il pioniere dell’era dei computer, l’icona gay. E se uno volesse indagare meglio sulla sua vita troverebbe anche il Turing che si interessa di botanica, quello che discute di meccanica quantistica, quello che fornisce una dimostrazione alternativa del teorema del limite centrale, quello che introduce la prima simulazione basata sulla dinamica non lineare o quello che si interessa dei processi cellulari basati sul Dna.

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Questa molteplicità di interessi e la sua capacità di eccellere in tutti lo avevano isolato. Il matematico Andrew Hodges ha scritto che Turing non riuscì mai entrare del tutto in un ruolo definito  cosicché chiunque non sapeva mai se potesse accettarlo nel proprio gruppo. Non era mai a suo agio in nessun luogo e considerava le istituzioni sociali come assurdità da tollerare a malincuore. Nel mondo della prima metà del Novecento, in cui ogni intellettuale sentiva di doversi impegnare nella società, Turing sentiva solo l’esigenza di essere onesto e fedele ai propri principi. Nonostante ciò, tutti i biografi lo descrivono come un uomo che si sentiva terribilmente solo e che era affamato di compagnia: arrivò al punto di sognare di far rivivere in un programma di computer l’anima del suo amico d’infanzia Christopher Morcom, morto giovanissimo. Un sogno che, insieme ai lavori del fisico e divulgatore scientifico Arthur Eddington e del matematico John Von Neumann, ebbe un influenza decisiva sul suo interesse per i problemi di mente e materia: nella sua vita, elementi emozionali, passioni intellettuali e originalità di pensiero si mescolavano indissolubilmente.

Le grandi intuizioni

Dalle grandi intuizioni nella ricerca alla persecuzione omofobica del governo britannico e infine al suicidio: la vita di Turing è stata una storia di grandi successi e di devastanti fallimenti. Quando era ancora al King’s College di Cambridge, pubblicò un paper dal titolo On Computable Numbers che per la prima volta introdusse i concetti di “algoritmo” e di “macchina computante”. Il proposito di Turing era analizzare e descrivere i processi mentali degli esseri umani in modo da riuscire a riprodurli. Per esempio, quali azioni elementari compiamo quando eseguiamo meccanicamente l’addizione 2+3? Uno potrebbe immaginare i numeri naturali ordinati in successione, partire dal numero 2 e poi passare al successivo per tre volte fino a raggiungere il numero cinque. L’algoritmo quindi consisterebbe di almeno quattro passi: individuare il numero di partenza, passare al successivo, ripetere l’operazione e controllare quando si arriva al numero di ripetizioni previste.

Questa potrebbe essere quindi una delle tavole di comportamento di una possibile macchina di Turing per le addizioni, una sorta di programma di computer, come diremmo oggi.

Se con l’idea di macchina computante, Turing anticipava l’idea di “programma”, con quella di macchina universale anticipava l’idea di computer. Tanto che dopo la seconda guerra mondiale Turing lavorò al progetto di un Automatic Computing Engine al National Physical Laboratory le cui linee principali sono riassunte in un paper del 1946.

Il lavoro di Turing durante la guerra è impossibile da sottostimare. Arruolato dal Department of Communications inglese per decifrare i codici segreti tedeschi, criptati con il sistema Enigma, salvò la vita a migliaia di vite umane. Nel 1942, basandosi sul concetto di macchina di Turing, il suo amico e collega Max Newman progettò il Colossus, una sorta di primo computer della storia capace di forzare i codici della cifratrice Lorenz SZ 40/42, usata nelle comunicazioni tra Hitler e i suoi ufficiali.

Nel 1950, un articolo su Mind intitolato Computing machinery and intelligence aprì la strada agli studi sull’intelligenza artificiale proponendo un criterio per determinare se una macchina è in grado di pensare.

Tragica fine

Solo due anni più tardi Turing fu arrestato per omosessualità, condotto in giudizio e sottoposto a castrazione chimica. Quella pena lo rese impotente e gli causò la crescita del seno. Di lì a poco si suicidò con una mela avvelenata.

La madre si illuse, o volle illudersi, che il figlio fosse morto per errore al termine di un esperimento: le dita con cui reggeva la mela sarebbero state ancora sporche di veleno. L’autopsia non confermò quella tesi. Se un esperimento ci fu, quello era la sua stessa vita. L’aveva vissuta con atteggiamento scettico e ironico, la mente sgombra di pregiudizi in un’eterna lotta contro le convenzioni della società e i compromessi della classe intellettuale, superbamente proteso verso quella che chiamava la “ricerca della verità”.  La sua insistenza sull’importanza della libertà personale e la sorprendente originalità dei risultati delle sue ricerche sono così in contrasto con il suo tempo che è difficilissimo inquadrare la sua vita e le sue opere nel pensiero del Ventesimo secolo.

La mente di colui che voleva analizzare e descrivere con una serie meccanica di processi l’originalità resta un enigma. E anche di questo avrebbe sorriso.

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Bibliografia

Il libro più importante sulla sua vita, uscito in traduzione per Bollati boringhieri nel 1983 e ristampato ora: Alan Turing, Soria di un enigma di Andrew Hodges, Bollati Boringhieri (2012)

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Hodges, A., 1983, Alan Turing: the Enigma, London: Burnett; New York: Simon & Schuster; London: Vintage (1992); New York: Walker (2000).

Alan Turing e la mela avvelenata, di Massimo Vincenzi, Editori Riuniti

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Molti dei grandi fisici moderni si sono dovuti confronatre con lui. Ecco alcuni articoli e opere:

Davies, E. B., 2001, ‘Building infinite machines’, British Journal for the Philosophy of Science, 52 (4): 671–682.

Deutsch, D., 1985, ‘Quantum theory, the Church-Turing principle and the universal quantum computer’, Proc. Roy. Soc. A, 400: 97–115.

Feynman, R. P., 1982, ‘Simulating physics with computers’, Int. Journal of Theoretical Physics, 21: 467–488.

Penrose, R., 1989, The Emperor's New Mind, Oxford: Oxford University Press.

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