Nel 1965 la Guerra Fredda si combatteva anche nello spazio. La corsa delle due superpotenze alla supremazia oltre l'atmosfera terrestre si era sviluppata attraverso una serie di sfide vinte ora dall'uno, ora dall'altro dei contendenti. 

Nel 1961 i sovietici avevano mandato il primo uomo in orbita, il maggiore dell'aeronautica Yuri Gagarin, che a bordo della Vostok I fu il primo essere umano ad orbitare intorno alla terra. Gli Stati Uniti rispondevano il 20 febbraio 1962 con il lancio della Mercury Friendship 7, con a bordo il cosmonauta John Glenn Jr. che compì tre giri dell'orbita terrestre.

I sovietici videro la possibilità di vincere un'altra tappa della "Space Race", la corsa spaziale, con il programma Voshkod, dal nome delle navicelle evoluzione delle Vostok. L'obiettivo, sommamente propagandistico, era la prima passeggiata spaziale, tecnicamente la prima EVA (extra-vehicular-activity). Il lancio della navicella avvenne dalla base di il 18 marzo 1965. Alexey Leonov, pilota dell'Aeronautica, era in compagnia di un altro cosmonauta: Pavel Beljaev. Giunto nell'orbita terrestre Leonov aprì il portello del Voshkod 2 e uscì per la prima spacewalk della storia dell'uomo. Agganciato ad una fune di vincolo lunga 4,5 metri, l'astronauta sovietico fluttuò in orbita per 12 minuti. Al momento del rientro nella navicella si verificò un problema che per poco non fece perdere la vita all'astronauta di Kaliningrad. la tuta spaziale che Leonov indossava si era gonfiata notevolmente a causa del vuoto assoluto in assenza di atmosfera. Per un soffio il cosmonauta non fu condannato ad una morte attorno all'orbita della Terra, in quanto l'angusto portello della Voshkod era diventato troppo piccolo per la tuta dilatata. Soltanto l'intervento riuscito su una valvola di sfiato fece sgonfiare quel tanto che bastava lo scafandro ermetico di Leonov, che poté rientrare all'interno. Un altro inconveniente ai razzi di rientro fece sì che la Voshkod 2 atterrasse molto lontana dal punto prestabilito, così che i due cosmonauti dovettero attendere due giorni i loro soccorritori per il recupero. Ma passarono in fretta, perché una tappa della corsa era vinta dall'URSS e la gloria era a un passo. Questa volta sulla terra.


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