“La terra è la culla dell’umanità, ma non si può vivere per sempre in una culla” le parole rivoluzionarie dell’astronauta Umberto Guidoni, sintetizzano in modo chiaro l’orizzonte avveniristico su cui si è sviluppato il secondo de I Grandi incontri di Focus, moderato da Jacopo Loredan, direttore del mensile, alla presenza anche di Barbara Negri, responsabile dell’esplorazione e osservazione dell’universo, per l’Agenzia spaziale italiana.

L'Italia in orbita

Barbara Negri ha ricordato che l’attività dell’Italia nella ricerca scientifica spaziale, iniziata negli anni Cinquanta, è concentrata soprattutto su Marte, dove il nostro Paese è attivo con due missioni.   Tra le sfide più complicate da noi affrontate, per Negri, “La missione Rosetta: le comete sono diverse da come le immaginavamo. Quella su cui siamo arrivati è lunga solo 4 chilometri e non ha la forma che pensavamo: sembra una paperella”. Atterrare lì dopo 10 anni è stato un successo enorme: “E gli americani ce lo hanno riconosciuto”.

- LEGGI ANCHE: La Missione Rosetta riscrive la storia dell'origine degli oceani


 

Marte la nostra palestra

Marte, pianeta roccioso che probabilmente ha avuto acqua, attira l’attenzione più di altri perché è “Molto vicino a noi e quindi raggiungibile in meno di un anno, un tempo astronauta ragionevole”.
Quest’anno, ci arriveremo il 16 ottobre, dopo 7 mesi, con la Missione ExoMars 2016, cui seguirà ExoMars 2018. “Il sistema di atterraggio è stato progettato in Italia: il 19 ottobre 2016 la sonda si staccherà dal satellite e proverà una discesa soffice, con paracadute di 12 metri e un cuscino che precederà la sonda per non distruggere strumentazioni dei bordo”.  
“Se vogliamo pensare a possibili colonizzazioni in altri pianeti, Marte può funzionare come palestra”.

- LEGGI ANCHE: Exomars, la sonda europea per il Pianeta Rosso


Esistono pianeti dove sarebbe possibile abitare?

Stabilito che su Saturno e Titano ci sono meno 180 gradi di temperatura e che vi si trovano laghi ghiacciati di metano, Guidoni spiega che non sarebbe possibile nemmeno su Marte: “Bisognerebbe proteggersi dalle radiazioni e occorre acqua e ossigeno, che sono alla base della nostra vita”.  Vanno guardati altri pianeti, vicini ai loro soli come noi lo siamo al nostro: né troppo, né troppo poco, specifica Negri. “Si chiamano Esopianeti, simili alla terra, ma fuori da nostro sistema solare: devono rientrare nella fascia di abitabilità, quella dove l’acqua si può trovare allo stato liquido, né ghiacciata né evaporata”.  

Umberto Guidoni nello spazio ci è stato.

Attraverso la proiezioni di immagini spettacolari, l’astronauta racconta che lo Shuttle è come un palazzo di venti piani che si solleva in cielo. “Dopo 8 minuti e mezzo è in orbita: lo scenario è mozzafiato, ma non c’è troppo tempo per guardare fuori”.

- LEGGI ANCHE: L'astronauta Guidoni: "Per guardare al futuro bisogna cominciare dalla scuola"


L’obiettivo delle missioni negli ultimi 10 anni è quello di raggiungere la Stazione  spaziale internazionale, larga circa 100 metri, che si trova in orbita terrestre bassa: lui, il primo tra gli europei, ci è stato nel 2001.
“Dentro ha 15 bandierine, tanti sono i paesi che vi partecipano, 10 gli europei”.  A bordo, oltre a moltissimi esperimenti, si svolge tanto esercizio fisico, anche se non si può fare la doccia: “Il tapis roulant è montato in verticale su una parete; siamo in assenza di peso e non fa nessuna differenza la posizione: rischi anche di addormentarti in piedi se non ti leghi”.



Russi, americani, giapponesi, canadesi, insieme in quella “casetta” dove è impossibile sedersi: “Anche paesi che si sono scontrati collaborano in un mini ambiente su grandi progetti comuni”. Dalla SSI, la notte, si vede il mondo intero, con le luci delle città e delle zone più facilmente riconoscibili: “Un modo immediato per capire l’urbanizzazione della terra, da cui si vede un’Africa sempre al buio”.

Verso il tursimo spaziale

Lo Shuttle non vola più dal 2011: ha cambiato il modo di andare nello spazio, ma è finito i suo momento. “Se andiamo avanti di questo passo, i prossimi a salire in orbita saranno i privati cittadini, aprendo la porta al turismo spaziale”, prevede Guidoni. Che chiosa: “Abbiamo imparato a vivere nello spazio, ma abbiamo fatto solo il primo passo: la terra è la culla dell’umanità ma non si può vivere per sempre in una culla”.

© Riproduzione Riservata

Commenti