Trento

Trento modello di responsabilità nell'autonomia

Intervista al presidente della provincia autonoma, Ugo Rossi: "Noi modello per altre regioni. Sull'autonomia non siamo disposti a cedere nulla"

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Ugo Rossi presidente della provincia autonoma di Trento – Credits: Romano Magrone - Archivio Ufficio Stampa Provincia autonoma di Trento

“Responsabilità nell’autonomia”: è il principio di governo del Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, che sottolinea quest’approccio in ogni occasione per prendere le distanze dai numerosi fenomeni italiani di segno opposto, dove autonomia amministrativa fa rima con dissipazione.

Rossi non ha preso fisicamente parte agli eventi di “Panorama d’Italia” perché impegnato per motivi istituzionali in Sudamerica ma in quest’intervista spiega il suo punto di vista che vale, peraltro, anche per la Regione Trentino Alto-Adige di cui è presidente pro-tempo.

Presidente Rossi, pochi giorni fa un osservatore autorevole e non certo fazioso come Paolo Mieli ha osservato che i sacrifici finanziari richiesti alla Provincia Autonoma di Trento sono il prezzo che si paga per la dissipazione e gli sprechi di altre realtà autonome. Mieli ha esplicitamente fatto riferimento alla Sicilia. Cosa ne pensa?
Non si tratta di una gara. Ma il Trentino è convinto di poter dimostrare, e lo sta dimostrando, che un territorio coeso e dotato di un'ampia autonomia riesce a fare al meglio delle proprie possibilità, con evidente vantaggio per tutti. Questo senza mettere mai in discussione i suoi doveri verso il resto del Paese ma anzi manifestando sempre concretamente la sua solidarietà e la sua affidabilità.

Autonomia e responsabilità: questo binomio a lei caro appare sempre più difficile da sostenere visti i continui appelli alla seconda a discapito della prima, che arrivano da Roma. Qual è il limite che il Trentino è disposto a sopportare?
Sulla nostra Autonomia non solo non siamo disposti a cedere di un millimetro ma vogliamo anzi assumere nuove competenze e fare, se necessario, da apripista nei confronti delle altre regioni e del sistema-Italia. Lo abbiamo sempre fatto, in campi che vanno dalla scuola all'università fino al welfare; qualche volta abbiamo anticipato riforme poi abbracciate dal resto dell'Italia, come in ambito scolastico, in altri casi, pensiamo al reddito mimino di garanzia, rappresentiamo ancora un unicum in Italia, allineandoci ai territori più avanzati dell'Europa. Un altro buon esempio può essere l'enorme sforzo per portare la banda ultra larga in ogni angolo del territorio, con oltre 1300 chilometri di fibra ottica posati, che essendo in gran parte montuoso presenta ovviamente problematiche particolari.

Il trilinguismo supera la logica della coabitazione e proietta il territorio verso un mondo globale. Ci spiega meglio i perché di questa scelta?
Il trilinguismo, che stiamo sperimentando da quest'anno nelle scuole materne e in tutti gli istituti scolastici della provincia, dove l'insegnamento viene impartito in italiano, tedesco e inglese, è parte di questo disegno, che vuole proiettare il Trentino, a pieno titolo, negli scenari di un'Europa unita, plurale, solidale. Del resto questo è conforme alle vocazioni profonde della nostra terra, da sempre ponte fra Italia e mondo tedesco.

Infrastrutture: si vede qualcosa di nuovo e di importante nella A22. Cos’altro?
Ci auguriamo che il rinnovo della concessione della A 22 ad una società al 100 per cento in house ci consenta di completare quel disegno che mette al primo posto la ferrovia, ovvero l'intermodalità. Anche in questo campo rappresentiamo un esempio direi a tutt'oggi insuperato di una società autostradale che finanzia un progetto, come quello del tunnel del Brennero e del raddoppio della linea ferroviaria, considerato strategico a livello europeo e che mira a spostare quote crescenti di traffico dalla gomma alla rotaia, con evidenti vantaggi anche per l'ambiente.

Abbiamo intitolato il nostro dibattito principale “Dalla Val di Non alla Silicon Valley” per sottolineare la felice coabitazione, in Trentino, di tradizione e innovazione. Da quali attitudini nasce?
Per noi tradizione e innovazione sono due facce della stessa medaglia. Le radici sono la linfa della nostra Autonomia speciale, che poggia su basi molto più antiche dello stesso accordo De Gasperi-Gruber, perché anche in seno all'Impero austroungarico il Trentino godeva di uno status particolare. Ma la tradizione non è conservazione. Essa va continuamente rivitalizzata. Per innovare, per stare al passo con i tempi, per consentire al nostro sistema economico di competere ad ogni livello. Per questo abbiamo investito tanto in ricerca, in particolare con le fondazioni Fem e Mach. Per questo ogni anno con il Festival dell'Economia proponiamo un confronto di livello internazionale con politici, premi nobel e protagonisti dell'economia globalizzata di primissimo piano.

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