Parole e musica a Panorama d'Italia con Paola Turci ospite al Teatro San Marco di Trento. "Nel mio futuro ci sono un tour teatrale, un album di inediti e un disco omaggio a Leo Ferrè, l'ultimo grande cantautore anarchico", racconta la cantante reduce dal successo di Io sono, un album che ha il sapore e l'intensità di una autobiografia fatta di note.

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"Io a sedici anni avevo già chiaro che cosa volevo fare nella vita. Canzoni e chitarra mi accompagnano da allora. La musica è sempre stata la mia vita" racconta "anche quando i miei genitori non erano affatto felici di avere una figlia che desiderava fare la cantante". La prima chitarra vera, quella che la accompagna da una vita e che ha portato con sè sul palco del Teatro San Marco "l'ho acquistata investendo tutti i miei risparmi: un milione e mezzo di lire".

 

C'è spazio per i ricordi anche quelli più lontani, frutto di una carriera trentennale: "Dopo la vittoria negli emergenti a Sanremo nel 1989 partii in tour con molti altri artisti italiani come Albano e Romina, I Ricchi e Poveri, Mia Martini. Girammo il mondo in 15 giorni e fu straordinario vedere il Madison Square Garden di New York stipato di italiani che volevano ascoltare gli artisti del loro paese. Ricordo folle immense in Brasile, in Giappone... Non avevo idea allora di quanto la mia nostra musica avesse fatto breccia nel mondo".

Il cinema: c'era una carriera sul grande schermo nel suo futuro prima del terribile incidente d'auto in cui rimase coinvolta nel 1993 sulla Salerno-Reggio Calabria. "Avevo seguito con grande soddisfazione una scuola di teatro, mi ero immersa completamente in quel mondo. Un giorno mi trovai davanti ad Ettore Scola per un provino. Mi diede tre pagine fitte di testo e mi disse che avevo un quarto d'ora per impararle. Non venni presa, ma ricordo quell'esperienza ancora oggi come una delle più emozionanti della mia vita".

Un accenno al libro in cui racconta la sua storia senza censure e con tanta autenticità: Mi amerò lo stesso (edito da Mondadori). In chiusura prima di imbracciare la chitarra, due parole su Bambini, una delle sue canzoni più intense, scritta molti anni fa pensando all'Argentina dei desaparecidos e oggi resa attuale dalle drammatiche immagini dei migranti arrivati in Europa.
Poi, spazio alla musica con cinque versioni acustiche di altrettanti successi, tra cui la stessa Bambini e Io sono. Applausi, bis e autografi: Paola ha lasciato il segno.

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