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Trento

Casati Modignani: "il mio prossimo romanzo parlerà di scuola"

La scrittrice anticipa il nuovo lavoro. E racconta il suo ultimo libro, La Vigna di Angelica, pieno dei valori della famiglia e dell'ambiente - FOTO e VIDEO

“Sarà un romanzo sul mondo della scuola. Sarà ambientato in un istituto professionale, in una scuola disastrata di Milano, con studenti molto difficili e insegnanti per lo più inadeguati”: Sveva Casati Modignani anticipa così, in un’intervista pubblica nella tappa di Panorama d’Italia a Trento, il suo prossimo romanzo.

“Uscirà forse in autunno del prossimo anno, ma sono ancora all’inizio della stesura, è un po’ presto per prevedere una data”. Un romanzo sulla crisi della società e della scuola? “No. Sarà un libro di speranza, mostrerà che quando spunta un professore capace di ascoltare i ragazzi, anche in una scuola di periferia possono emergere qualità e personaggi che nemmeno il liceo più prestigioso può vantare”.

Del resto, tutti i 29 romanzi di Sveva Casati Modignani, a partire da “Anna dagli occhi verdi” del 1981, hanno avuto messaggi rasserenanti. Così, ad esempio, è il suo ultimo lavoro: “La vigna di Angelica” (Sperling & Kupfer), saga famigliare ambientata tra i filari della Franciacorta.

 

“Una decina d’anni fa sono diventata amica di alcune signore del vino” ha spiegato l’autrice. “Donne nate e cresciute tra i vigneti, imprenditrici che avevano continuato il mestiere dei loro padri, con aziende vinicole che sono ormai fra le eccellenze del nostro paese. Lì ho scoperto un mondo di grande fascino, non solo rispetto alla produzione vinicola, ma anche rispetto alle storie di famiglia. Allora ho deciso che dovevo raccontare la loro storia. Ho inventato il personaggio di Angelica mettendo insieme i caratteri e i fatti di alcune di queste signore”.

Sentimenti e vino si legano al cibo. “Il personaggio maschile l’ho costruito immaginando un mix degli chef che più mi hanno affascinata: Massimo Bottura, Gualtiero Marchesi, Antonino Canavacciuolo”. Il risultato è una storia d’amore che trascina con sé i valori della famiglia, dell’educazione, dell’ambiente.

Temi molto cari all’autrice, che ha parlato anche delle nuove famiglie (“Non vedo perché i gay non debbano avere il diritto di veder riconosciuta la loro unione”) e dei fallimenti di un certo femminismo (“Non avrebbe dovuto allontanare le donne dai fornelli, bensì coinvolgere anche gli uomini a lavorare insieme in cucina”).

La signora italiana del romanzo, che con le sue 11 milioni di copie vendute nel mondo ha raccontato i cambiamenti della famiglia e della borghesia italiana, ha poi additato anche i mali della nuova borghesia, colpevole di essersi “staccata dalla terra e dai suoi valori”. Non sono mancate stoccate al modo maldestro in cui “i diversi governi italiani si sono solo apparentemente occupati della cultura” e alle contraddizioni insite nelle diverse riforme della scuola.

Infine, richiesta di dispensare qualche consiglio di lettura, Sveva Casati Modignani si è rivelata ancora una volta capace di stupire: sul suo comodino, ha confessato, c’è il meglio dell’hard boiled americano degli anni 40 e 50: Raymond Chandler e Dashiell Hammett in testa. “Immortale letteratura. Anche se i cosiddetti intellettuali l'hanno ignorata per anni, soltanto perché piaceva alla gente”.

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