Tecnireco
Spoleto

Gli "operai d'Assisi" sono sbarcati anche all'Expo

Dagli anni Settanta un'azienda umbra è protagonista di tutti gli interventi sulla Basilica del Santo

Ricordate l’uomo completamente coperto di polvere immortalato all’uscita della basilica di San Francesco D’Assisi, durante il terremoto del ’97? Era il restauratore Sergio Fusetti, titolare, con Paolo Virilli, della Tecnireco, azienda spoletina che da quarant’anni si occupa di prestigiosi restauri: «Dagli anni Settanta abbiamo partecipato a tutti gli interventi sulla basilica, compreso quello post-terremoto» racconta Virilli, spoletino doc, che è stato docente dei colleghi che hanno fondato la Coobec. Ma si considerano, modestamente, anche «gli operai di Assisi»:« Ci hanno affidato la conservazione del patrimonio, l’accudimento quotidiano delle vetrate e degli affreschi di Giotto». Ma Tecnireco (dieci addetti, circa tre milioni di fatturato annuo e un curriculum che vanta restauri di Piero della Francesca, Beato Angelico e del Perugino) esporta il suo know how anche, e parecchio, fuori dall’Umbria.

Per l’Expo milanese si è dedicata al restauro del museo della Pietà Rondanini all’interno del Castello sforzesco, a Napoli a quello dell’Arco di Alfonso d’Aragona, a Padova della cappella degli Scrovegni «firmata» Giotto. E ora è il turno della Reggia di Caserta. In casa l’azienda si è dedicata all’arte antica, con il restauro della croce antica del Duomo di Spoleto ma anche a quella contemporanea, con quello del Teodelapio, la scultura in acciaio donata alla città dall’americano Alexander Calder, che svetta nel piazzale della stazione.

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