Napoli

Il Gelo nella città di Maurizio De Giovanni

L'autore partenopeo ha presentato il suo nuovo romanzo noir, un "veicolo per raccontare la complessità del nostro tempo" - FOTO e VIDEO

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Complesso monumentale di Santa Maria La Nova – Incontro d’autore: Antonio Carnevale (giornalista di Panorama) intervista Maurizio De Giovanni autore del libro "Gelo" (Einaudi) – Credits: Silvia Morara

Napoli. Interno Giorno. Due ragazzi vengono trovati uccisi nel loro appartamento. Lui è un giovane biologo, incensurato. Lei è la sorella, giovanissima, e tanto bella da togliere il fiato. Il fattaccio è un nuovo caso per gli agenti del commissariato di Pizzofalcone. Ed è anche l’abbrivio del nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni: Gelo (Einaudi), dove crimine, amore e solitudine, oltre a un freddo che non dà tregua, rendono dense 320 pagine ad altissima tensione narrativa. 

 


L’autore, napoletano come lo scenario che fa da sfondo al romanzo, l’ha presentato nella tappa partenopea del tour di Panorama d’Italia. E non poteva esserci ambientazione migliore per parlare di un noir: la chiesa sconsacrata del complesso monumentale di Santa Maria La Nova, fitta di antichi misteri celati nei simboli che la decorano, e dove qualche studioso sostiene di aver trovato la tomba del conte Dracula. 

"Napoli è così: entri in un piccolo portone anonimo e ti trovi avvolto nel fascino di questi affreschi" ha commentato De Giovanni, dando conto della inesauribile bellezza di questa città, ma raccontando anche come Napoli sia molto spesso una realtà "che ignora se stessa".

"Il noir è un veicolo per raccontare il nostro tempo nella sua complessità" ha detto. "E Napoli è la città ideale per osservare realtà sociali diversissime che convivono fianco a fianco". Ed è senz’altro questa la chiave migliore per godere questo suo Gelo: per sentirlo sciogliersi, pagina dopo pagina, così come si scioglie il sapiente intreccio giallo che lo attraversa. 

Potente è il traino degli umanissimi agenti di  Pizzofalcone, ad esempio, pieni di tic, paure, ferite, avvolti da un passato turbolento, immersi fino al collo in un presente fitto di guai. "C’è Alex, che non sa confessare al padre la propria omosessualità. C’è l’agente Lojacono, accusato di passare informazioni ai mafiosi. C’è Pisanelli, fissato con il suicidio, i fantasmi della mente, la follia della solitudine. C’è il rapporto di una madre con il figlio autistico. Tutti questi personaggi mi permettono di mostrare le diverse sfumature dell’amore, anche quelle più scomode e violente" ha detto. 

Non sono pochi i temi che trascinano questo romanzo “di genere” fuori dalla griglia del giallo puro. Le vicende personali rapiscono quanto la trama. E alla fine della conversazione con l’autore diventa chiaro che il “Gelo” del titolo non è soltanto il freddo climatico che assedia la città: è soprattutto quello figurato dei rapporti fra le persone, è il ghiaccio del cuore, e dei sentimenti che portano anche a uccidere.  Con il bene che si mischia al male, come accade nella vita, e nei romanzi migliori.

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