Napoli

Gianni Lettieri: "Voglio Napoli come Milano, ma con il mare"

L'imprenditore si candida a sindaco della città, critica la gestione De Magistris e punta su microcredito, gestione efficiente e pulizia - FOTO e VIDEO

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Gianni Lettierii, candidato a sindaco di Napoli e titolare di Atitech – Credits: Silvia Morara

"A Napoli serve un corpo scelto di speciale vigili urbani, 250 circa, guidati da un ufficiale dei carabinieri abituato alla prima linea che faccia controllo del territorio, un po’ come NYPD, il New York police department...". L’ultima giornata di Panorama d’Italia si è aperta con Gianni Lettieri, imprenditore di successo (è presidente di Atitech, azienda leader nella manutenzione aerea) e capo dell’opposizione in consiglio comunale, protagonista di un "Faccia a faccia sui problemi di Napoli" con il direttore di Panorama Giorgio Mulè, nel complesso monumentale di Santa Chiara.

 

Era stato invitato all’incontro anche il sindaco Luigi De Magistris ma ha preferito non esserci. "Me ne dispiaccio, era un’occasione di confronto e una città non può evolversi senza confronto" ha detto Mulè mostrando la prima pagina di un giornale locale piena di cronaca nera (spari tra la folla, un boss che sfugge alla morte tra i vicoli, una sparatoria ieri proprio dove si teneva l’incontro di Panorama d’Italia con Bennato): "Fa male vedere da una parte una Napoli che si dà da fare, quella dell’imprenditoria, della ricerca e dell’università e dall’altra quella violenta. E purtroppo nei giornali locali finisce solo quest’ultima.

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Zero tolleranza

Ma Napoli è abbandonata dall’ordine pubblico, è ostaggio della criminalità organizzata, come se ne esce?

"Noi dovremmo cercare di far diventare Napoli una vetrina di cose positive. Dobbiamo partire da lontano, dai bambini da scuole e famiglie, la repressione da sola non basta", spiega Lettieri convinto che una nuova sicurezza in stile Rudolph Giuliani a New York ci vuole: "Abbiamo bisogno non di deregulation ma di regole e questo non significa ingessare il territorio. Non si può tollerare l’illegalità e purtroppo questa città e questo sindaco la tollerano. Si fanno delibere anche a favore di chi occupa gli immobili" sostiene, per niente preoccupato del rischio di militarizzare un territorio. "Qualche anno fa c’era il progetto "strade sicure", e la gente era più tranquilla, un presidio aiuta. Il mio progetto è: zero tolleranza su tutto, sul parcheggiatore abusivo, per chi occupa e per l’amministrazione che non ritira i rifiuti e non ristruttura le scuole".

Ma c’è anche il problema dei tanti ponteggi che stuprano la città. "Napoli è stata impacchettata. Se non si fa manutenzione è logico che si finisce con l'imballare tutto. E poi manca l’igienizzazione delle strade, se a Napoli cadi e ti sbucci il ginocchio ti prendi la setticemia".

Lettieri prova rabbia: "Sono nato scugnizzo (la sua storia l’ha raccontata nel libro «L’imprenditore scugnizzo») e non mi rassegno a vedere la mia città in questo stato. Abbiamo i migliori avvocati, ricercatori, imprenditori... ma perché Napoli è ridotta così?". Da imprenditore con la sua Atitech oggi dà lavoro a 600 persone e si prepara a nuove assunzioni.

Cosa fare da sindaco

Lettieri si è tenuto un passo indietro per le regionali ma è pronto a candidarsi alle prossime comunali, (al primo turno delle comunali del 2011 aveva preso il 43,6%) con un progetto civico nel quale spera di coinvolgere imprenditori e forze sociali. E intanto elenca le sue ricette per salvare Napoli e trasformarla in una città efficiente "come Milano ma con il mare".

Pensa a un microcredito per stare vicino ad artigiani, alle piccole imprese ma anche agli studenti che vogliono avviare un’impresa. A Napoli il rapporto è di 1 impresa ogni 80 abitanti, mentre a Milano è di 1 ogni 7. "Se non recuperiamo questo gap non andiamo da nessuna parte" dice.

Vorrebbe poi dei manager dell’area: 40 dipendenti del comune in giro per la città, occhi e orecchie del sindaco. E punta inoltre ad abbassare le tasse: "Abbiamo la tassazione più alta e i servizi più bassi: oggi una famiglia spende 250 euro a testa per lo smaltimento dei rifiuti, bisogna ridurle".

A Scampia vorrebbe non un impianto di compostaggio ma un’università. Mentre per riqualificare le periferie ha 2 miliardi e punta a  ricorrere ai fondi europei.

Tutto da fare, insomma. E su cosa abbia fatto di buono De Magistris, risponde: "Ha mandato i rifiuti all’estero, glielo avevo consigliato io".

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