Napoli

La filiera corta ed eccellente

Una tavola per preservare cultura e enogastronomia del territorio

Napoli

Eccellenze Campane: il presidente Paolo Scudieri – Credits: Alberto Bevilacqua

Non è semplice associare pannelli per cruscotti di auto a bontà alimentari come le sfogliatelle e i  panuozzi. Il link l’ha trovato Paolo Scudieri, 54 anni, napoletano: dal  1982 amministratore delegato di Adler group, secondo player mondiale nei sistemi per il comfort acustico e termico dei veicoli (1 miliardo di fatturato annuo,  stabilimenti in 21 paesi) e, da un anno, inventore e patron di Eccellenze campane, sorta di Eataly locale con un valore aggiunto: qui i cibi venduti e serviti a tavola sono prodotti nei caseifici e nei birrifici dislocati nel polo alimentare, con uno strategico  accorciamento della filiera.

"Girando il  mondo per il mio business automobilistico " spiega Scudieri "mi sono sempre indignato davanti alle catene internazionali che smerciano caffè e pizza estranei alla nostra tradizione, deturpando la nostra  cultura". Da qui l’idea, con il figlio Achille, 26 anni, di dare vita a un maxilocale  che approfondisse l’enogastronomia regionale  riunendo, a rotazione, le migliori piccole imprese campane. In un anno di  attività ha attirato un milione e mezzo di visitatori e fatturato 7 milioni di  euro. Tutto questo non a Chiaia o  in altre zone "in" della città, ma in una ex fabbrica di spazzole di via Brin, a Napoli est, fino a ieri il Bronx della città.

Eccellenze  campane, aperto dalle 7 all’1 di notte  ha creato oltre 100 posti di lavoro. I duemila metri quadrati offrono più di 700  etichette come i "Maccarune ’e Napoli" o il "provolone del monaco" attrezzature  per produrle, ristoranti per gustarli e anche un’aula magna ribattezzata "magnà" per eventi e conferenze. Ora il marchio è pronto ad affacciarsi fuori dalla regione:  prime aperture a Milano e a Londra, per  dimostrare, sottolinea Scudieri, "qual è il vero sapore del caffè napoletano".

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