“Sto ricoprendo un bell’incarico, faticoso ma affascinante. Tutti sanno che dovevo andare a ricoprire un’altra posizione a livello centrale del Pd, ma poi le dimissioni di Vasco Errani mi hanno portato a candidarmi alle regionali. In futuro può darsi che accetti un incarico in segreteria nazionale e questo perché vedo un Pd più debole territorio. Quindi se Renzi mi chiama sono disponibile”.

Lo ha detto Stefano Bonaccini, governatore della Regione Emilia Romagna durante il talk show “Presidente mi spieghi” moderato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè e Barbara Manicardi, giornalista del Resto del Carlino.

 

La legge di stabilità

Risolto lo snodo politico sul futuro del Governatore, il dibattito si concentra subito sulla Legge di Stabilità che Bonaccini qualifica positivamente. “La legge di Stabilità non sottrae nulla ai comuni che potranno tornare a spendere le tasse dei cittadini, se sono comuni virtuosi” ha aggiunto il governatore. “Grazie alla Buona scuola non solo ci sono diversi insegnanti assunti in più, ma si sbloccheranno 57 milioni di euro ai comuni per aprire centinaia di interventi sull’edilizia scolastica. Inoltre, 19 milioni di euro saranno destinati a 5-6 grandi interventi di cui uno su una nuova scuola primaria di Modena”.

Il governo sta attivando tutti gli strumenti affinchè la legge di Stabilità non incida sui conti delle regioni. “Sono previsti tagli alle regioni da 2,2 miliardi: di questi 1,3 miliardi sono già stati coperti mentre 900 milioni sono ancora da recuperare. Ma a questo fine si possono sbloccare 8 miliardi di euro di bond in portafoglio e così si risolverebbero molti problemi. Certo, le Regioni poi si dovranno attivare per efficientare la sanità, anche se la nostra regione è già tra quelle virtuose. Noi non chiuderemo nessun ospedale, anzi ne apriremo di nuovi”.

Spending review e lavoro

Tuttavia Bonaccini riconosce che sul fronte della spending review delle municipalizzate si poteva fare di più. “Presenteremo a breve un piano di dimezzamento delle partecipate dalla regione, con risparmi per oltre 100 milioni di euro”.

Sul fronte del lavoro, invece, il governatore ha sottolineato come l’Emilia Romagna sia una regione che “nel dopoguerra stava sul 3% di disoccupazione e siamo arrivati al 9%, quindi sempre tra i migliori. Ora tutti gli indicatori economici mostrano che il paese sta uscendo dalla recessione e penso che in un triennio potremmo realizzare una performance persino migliore di quella della Germania”. Nei prossimi cinque anni Bonaccini punta a dimezzare la disoccupazione in Emilia, creando 100 mila posti di lavoro e utilizzando al meglio i 2,5 miliardi dei fondi europei.

Trasporti e gestione dei rifiuti

Sul fronte dei trasporti il governatore ha ricordato che “il ministro Delrio ha plaudito all’Emilia come prima e unica regione in Italia che ha assegnato la totale gestione dei trasporti ferroviari per 15 anni a Tiper e Trenitalia. Entro il 2018 dovranno essere messi in servizio una settantina di nuovi treni di cui 11 entreranno in servizio nel 2016 e 4 nel 2017”.

Sul fronte della gestione dei rifiuti, Bonaccini ha annunciato la chiusura di otto inceneritori. “Abbiamo fatto una legge sui rifiuti che è la più avanzata d’Italia e siamo tra le pochissime regioni che non è mai andata in emergenza rifiuti. Il nostro obiettivo è quello di arrivare al 73% di raccolta differenziata nel 2020 e siamo ora vicino al 60%”.

Positivo anche il giudizio del governatore sul sistema cooperativo che “deve ristrutturarsi e adeguarsi, perché è fatto da migliaia di esempi di buona occupazione, ma dove si annida la corruzione deve essere debellata, come nel caso della Cpl Concordia che è stata rivoltata come un calzino, garantendo 1.500 posti di lavoro”.

© Riproduzione Riservata

Commenti