"È vero, sempre guelfi e ghibellini, terroni e padani. Ma fortunatamente...italiani!": Edoardo Bennato, per sola voce e chitarra, accenna due strofe della sua Italiani a Napoli, nella prima tappa di Panorama d’Italia 2015, cantando alla fine di un’intervista pubblica: e rende al meglio il senso del nostro tour.

Una fortuna, essere italiani: l’importante è capirlo. Una fortuna che i 215 eventi delle dieci tappe del 2015 sono riuscite evidentemente a raccontare, visti i dati, tutti in crescita sul 2014: il pubblico intervenuto fisicamente è stato di 110 mila persone; gli utenti nella nostra community sui social sono stati 276.500, con 2.780.00 visualizzazioni complessive solo su Facebook; i contatti totali, tra lettori, navigatori e spettatori, 4 milioni.

E ancora: 160 ore di diretta streaming, 400 pagine sul nostro giornale, 375 tra ospiti e relatori, 500 media mobilitati con una rassegna stampa e tv ricchissima, 191 imprenditori nelle tavole rotonde con 600 aziende a vario titolo coinvolte, comprendendo anche 180 start-up innovative, 15 università e naturalmente 37 sponsor complessivi.

Poi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della decima e ultima tappa, ci ha fatto l’onore di dedicare al tour un messaggio di saluto - dopo quello augurale già regalatoci all’inizio - e allora siamo stati certi di aver contribuito davvero a quella comunità di pensiero, azione e sentimento che serve al nostro Paese per cogliere, dopo una crisi durissima, gli spiragli della ripresa: "L’Italia deve ripartire dall’Italia" ci ha detto il presidente: "per dire la sua in Europa e nel mondo, dove c’è bisogno di lei".

 


Come e più che nel 2014, il tour di Panorama d’Italia ha toccato tutti i territori-simbolo del nostro complesso e meraviglioso Paese. Abbiamo iniziato da Napoli. Poi siamo risaliti a Vicenza e Varese per scendere nuovamente a Pisa e poi giù fino a Matera. Dopo l’estate, Trento, Spoleto, Modena, Bari e Palermo.

In ogni tappa, tre filoni di eventi: la grande informazione, la cultura e l’intrattenimento. Tra i protagonisti dei momenti giornalisticamente più densi, sei ministri del governo Renzi: Gianluca Galletti, per parlare d’ambiente a bordo della stupenda motonave MSC Sinfonia; Stefania Giannini, nei giorni caldissimi della riforma della scuola; Maurizio Martina, a ragionare sul successo-Expo, che era ormai quasi concluso; Beatrice Lorenzin, appena rientrata dalla maternità; e ancora Graziano Delrio e, nell’ultima tappa, Roberta Pinotti, che ha lanciato il «modello Italia» sperimentato in Iraq, con i nostri addestratori in campo, come replicabile anche contro l’Isis.

Otto presidenti di Regione e otto sindaci hanno completato la fitta rappresentanza istituzionale ai nostri eventi. Costante la presenza di Confindustria e di molte rappresentanze imprenditoriali. Perché il legame tra i valori di Panorama e quelli dell’imprenditorialità è forte, anche in quella logica di riscatto che il Paese chiede, "a prescindere da quello che la classe politica non sa fare", come ha detto il direttore di Panorama Giorgio Mulè chiudendo la tappa finale di Palermo e promettendo un ritorno sull’isola.

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Straordinarie in tutte le tappe, in termini di pubblico, sono state le "lectio magistralis" di Vittorio Sgarbi, dal Museo Capodimonte di Napoli al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo al Petruzzelli di Bari e al Gian Carlo Menotti di Spoleto, e le interviste pubbliche, quasi sempre condite da performance musicali, di star popolarissime come Fedez o J-Ax, Nek, Gigi d’Alessio, Benji e Fede, Malika Ayane, Lorenzo Fragola, Il Volo, i ragazzi di Braccialetti rossi.

Una menzione speciale per la tappa di Matera, tra le più partecipate, dove l’inaugurazione della "Casa di Panorama d’Italia" ha coinciso con una plebiscitaria prima uscita pubblica del neo-eletto sindaco Raffaelle De Ruggieri. Ma tantissimi altri momenti sono stati, a loro modo, memorabili: gli incontri di Alfonso Signorini con celebrity come Luxuria ("I figli sono quelli che si crescono") o Valeria Marini o Mara Venier, o quelli di Piera Detassis con i protagonisti del cinema e della fiction, da Don Matteo a Lino Banfi.

Protagonisti costanti, in tutte le tappe, i libri: regalati da Panorama ad almeno due scuole per ogni città, meritati dagli allievi che hanno saputo meglio spiegare perché avere un libro è importante; o presentati dai loro stessi autori, come Valerio Massimo Manfredi, Sveva Casati Modignani, Maurizio De Giovanni o Bruno Vespa e tanti altri. Insomma, una bella Italia, al suo meglio, come recita del resto il claim del tour: «Tutto il meglio visto da vicino». E l’impegno, per il 2016, di ricominciare, con una certezza: il meglio... sarà ancora meglio.

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