Tacco 12, leggins, maxipull e capelli alla Maria Elena Boschi. Vladimir Luxuria, regina televisiva dell'Isola di Adamo e Eva tv e, con la sua storia professionale, politica e personale testimonial indiscussa della Puglia, si è presentata così all'incontro con i direttori di Chi e Panorama Alfonso Signorini e Giorgio Mulè a Bari, per Panorama d'Italia. Parlando a ruota libera di tv, politica, intromissione del Vaticano nella battaglia delle unioni civili: "Non dobbiamo prendere lezioni di morale da nessuno, soprattutto alla luce degli ultimi scandali", ha polemizzato.

Trasgressione televisiva
Nudi, spregiudicatezza, trasgressione tv? Macché, se Luxuria  è andata a condurre la trasmissione adamitica di Dj tv è perché "Mi ha convinta l'elemento del mare di quell'isola croata di fronte a Bari".

 

Il pericolo di una deriva trash non la spaventava, perché, chiarisce "sono molto più trash certi talk show politici, più pornografi quelli che speculano sulla cronaca nera". La trasmissione, invece, secondo la conduttrice ha il pregio di ribaltare i canoni di giudizio tradizionali: "Quasi sempre ci facciamo un'idea di una persona che incontriamo in base al look, ad abiti e accessori. Qui tutto ciò scompare".

In Italia a differenza di Spagna e Olanda dove la nudità è totale, al format è stato imposto il pixel sui genitali, Luxuria ha voluto almeno un bollino più trasparente che, dice "alimenta l'erotismo".

La carriera politica
Dalla tv al Parlamento: "Hai chiuso la porta alla politica, non vuoi più riaprirla?" chiede Mulè. "Non avevo mai pensato in vita mia di diventare parlamentare (con Rifondazione comunista ndr). Ho accettato per difendere i diritti civili, lo faccio da quando ero una ragazza e giravo con la mia comitiva di gay a Foggia".

Una volta reagì all'aggressione di un gruppo di omofobi e s beccò pure un pugno in un occhio. "Quando mi hanno chiesto di candidarmi non volevo, mi convinse mio padre che pure è un uomo profondamente di destra". Ma l'ha sempre considerata un'esperienza a termine. "In Parlamento ho dovuto dimostrare innanzitutto di non essere un fenomeno da baraccone, e chi mi considerava tale, davanti al mio tasso di presenze e al mio impegno si è dovuto ricredere". Sulla legge sulle unioni civili oggi è fiduciosa: "Prima o poi ci arriveremo se non altro perché dire di essre contrari ai diritti civili oggi equivale ad affermare di essere contro il voto alle donne. Spero che si superino le pressioni della Chiesa. Spero che diventi una legge trasversale che non sia attribuita a un partito o all'altro".

La famiglia
E le adozioni? la incalza Mulè. "Una volta i gay erano anche contro il matrimonio, lo consideravano un'istituzione borghese, oggi la gente vuole vivere insieme e crescere dei figli. Perché come diceva mia nonna barese, i figli sono di chi li cresce". In tema di famiglia Mulè la riporta sul suo rapporto con quel padre di destra: "Ha scoperto che ero una trans perché un giorno in piazza con dei suoi amici, quelli vedendomi truccata e non riconoscendomi  gli dissero  'guarda quel ricchione'". Aveva paura di tornare a casa, dove trovò madre e padre che si addossavano le colpe della sua educazione. E considera un premio alla sua sincerità che dopo tante sofferenze e incomprensioni l'anno scorso suo padre sia andato al gay pride, con tanto di camion addobbato.

Il cambiamento di sesso
Quanto dura oggi la sindrome del ricchione nelle province italiane? chiede Signorini. "L'Italia è cambiata, quando avevo 16 anni l'omosessualità era un argomento  tabù. Oggi esistono luoghi aggregativi, la tv si è aperta, però io ricevo mail di gay che soffrono ancora, che si sentono isolati e vogliono suicidarsi anche in grandi metropoli non solo in provincia. Le persone però non devono vergognarsi della loro identità sessuale, ma di essere omofobe".

Vladimir, è noto non ha mai voluto però  affrontare l'atto finale verso il cambio di sesso. Perché? gli chiede Signorini: "Ho eliminato la barba con l'elettrocoagulazione, poi nel 2007 mi sono rifatta il seno. A un certo punto mi sono chiesta se operarmi o no, ma con 'lui' mi sono trovata bene, anche dal punto di vista della gratificazione sessuale".

Il dubbio però le è rimasto finchè non ha deciso di assistere a un'operazione di cambio di sesso a Napoli ed è svenuta. "Io sono una donna con gli optional".
Tornando alla política, quando si è avvicinata a Francesca Pascale, con tanto di cena in casa Berlusconi, in tanti hanno parlato di una sua giravolta politica: "Ho capito subito che la Pascale era una persona sincera, per questo l'ho invitata anche al gay village. È sbagliato pensare che gli omofobi siano a destra, su questi temi bisogna dialogare, soprattutto perché al Senato servono i voti di Forza Italia. Sono certa che qualcuno del Pd voterà contro".

Gli ex amanti
"Ma tra i tuoi ex amanti quanti hanno evitato di uscire allo scoperto perché magari avevano un ruolo da proteggere?" si informa Mulè. "Una cicatrice la porto, relativa al mio primo amore, un ferroviere di Foggia" confessa Luxuria. "Ero innamorata e anche lui di me, ma appena ha capito che il sentimento stava diventando importante ha chiuso la relazione e mi ha chiesto di non salutarlo più in pubblico. Lì ho percepito che avere rapporti con un uomo veniva considerato vergognoso e forse da lì è nata la mia parentesi buia da prostituta: ho pensato che allora tanto valeva farmi pagare.

Neo cinquantenne, come vede Vladimir la seconda parte della sua vita? "A vent'anni, le cinquantenni erano considerate da rottamare, oggi si può essere fascinose. Io mi vedo come una che non si ferma. Vorrei avere una storia d'amore, scrivere il mio quinto libro".

Intanto si dedica, come testimonial, ai non vedenti dell'associazione Albatros, che erano presenti in platea: "Mi accomuna a loro la convinzione che non dobbiamo considerare invalidante una specificità del nostro corpo".

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