Bari

Puglia e rifiuti: la strada ancora da fare

La Regione soffre ancora nel business del riciclo dei rifiuti. Serve una rete più capillare di raccolta e più informazione

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Luigi De Rocchi, responsabile Studi & Ricerche Cobat – Credits: Silvia Morara

In una regione che è in controtendenza nel Mezzogiorno e presenta i principali parametri economici positivi, il riciclo dei rifiuti fa eccezione e rischia di zavorrare il volo verso il sogno di diventare la California d’Italia. A lanciare l’allarme durante la tappa barese di Panorama d'Italia è Luigi De Rocchi, responsabile Studi e Ricerche di Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo che si occupa della raccolta e dell’avvio al riciclo di pile, batterie per auto, pneumatici, moduli fotovoltaici, smartphone, tablet, elettrodomestici e tutte le apparecchiature elettroniche.

De Rocchi, in controtendenza rispetto alle voci positive che mettevano in luce i tanti aspetti positivi dell’economia pugliese, dall’export che cresce del 2% in Europa e del 5% nel resto del Mondo, al numero di start-up che ne fanno la seconda regione più importante del Mezzogiorno, mette in guardia da un aspetto: “Nella gestione dei rifiuti, la Puglia è in controtendenza. A fronte di una media nazionale di raccolta differenziata del 42%, la Puglia è ferma al 25%. E anche come punti raccolta, la regione è al 50% della media nazionale”.

Il responsabile studi e ricerche di Cobat avverte che “una regione che punta tanto sul suo sviluppo futuro non può non tenere in considerazione questo aspetto”.

Nell’ultimo anno si è registrato un leggero incremento della raccolta complessiva di apparecchiature elettriche ed elettroniche (+2,26%) ma c'è ancora molto da fare. Un progetto realizzato proprio in Puglia da Cobaat-FIAMM, il produttore italiano degli accumulatori al sodio cloruri di nichel, conosciuti come "batterie al sale" (montati anche nei mezzi di trasporto del campus di Google) ha portato a una soluzione innovativa per il loro riciclo. Segno che le capacità ci sono. Ma, continua poi De Rocchi, bisogna puntare su due fattori: “Una rete più capillare di raccolta e l’informazione al cittadino”.

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