Passare da una città con il mare a una città di mare. E far diventare Bari una capitale dell'arte. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, al taglio del nastro della tappa di Bari di Panorama d'Italia insieme al direttore di Panorama Giorgio Mulè, fa un bilancio del primo anno della sua attività di sindaco.

Rivendica le critiche fatte al rapporto dello Svimez di questa estate (LEGGI QUI COSA DICE) che vedeva un sud disperato e che "così non è, almeno per quanto riguarda il capoluogo pugliese", sostiene Decaro dove, "il turismo è in costante crescita e il distretto della componentistica automobilisti è tra i più importanti del Paese e continua a svilupparsi".

Oltre alle grandi aziende che può vantare, dalla Bosch alla Getrag, dalla Bridgestone alla Skf, dice il sindaco, "tra qualche mese grazie a nuovi investitori che hanno creduto in questo distretto nascerà la prima automobile made in Bari che sarà costruita nell'ex stabilimento della Om Carrelli elevatori".

Al di là del presente però, per la prima il sindaco di Bari parla dell'eredità che vuole lasciare alla fine del suo lavoro alla guida della città e risponde indirettamente anche a chi lo aveva accusato di mancanza di visione.

Per Decaro Bari "dovrà riprendere il rapporto col suo mare perché oggi e una città col mare piuttosto che una città di mare. E per questo creeremo la spiaggia più bella dell'Adriatico: 42 chilometri da nord a sud. Abbiamo già incominciato a lavorare nella parte nord del lungomare". Un altro punto del futuro della città "sarà il miglio dell'arte", a partire dai tre teatri, il Petruzzelli, il Margherita e il Piccinni che sarà riaperto nel 2017.

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