Una città senza sbavature, Trieste. Con i suoi palazzi ottocenteschi affacciati sul mare e la piazza maestosa, Unità d’Italia. “Ma io voglio farvi conoscere una Trieste diversa, un po’ nascosta”, esordisce Francesca dell’Associazione guide turistiche del Friuli Venezia Giulia.

Inizia così un viaggio a ritroso, una via dietro l’altra, alla scoperta della città segreta, primo appuntamento di Panorama d'Italia nel capoluogo giuliano.

La città di Italo Svevo e amata da James Joyce

Si parte dal cuore degli scambi commerciali con gli edifici voluti da Maria Teresa d’Austria per arrivare al golfo che guarda l’Istria, un tempo italiana.

Nella città di Italo Svevo e amata da James Joyce è la luce che ti colpisce mentre rimbalza sulle facciate dallo stile omogeneo: il borgo teresiano, spiega la guida, si è sviluppato nell’Ottocento, “prima di allora era una zona di saline. È stata bonificata e la tradizione vuole che siano stati impiantati un milione di pali di legno per sostenere le fondazioni.

Il regno dei mercanti

Le strade larghe, ad angolo retto, favorivano lo scambio di merci”. Ed è proprio tra queste vie, regno dei mercanti provenienti da ogni parte del mondo, che si è sviluppata quella cultura aperta, tipicamente triestina. Nel corso degli ultimi due secoli, sotto il dominio della cattolicissima Austria, a Trieste convivevano popoli che praticavano le più diverse religioni: greco ortodossi, serbo ortodossi, protestanti, valdesi, anglicani ed ebrei.

Bastava chiedere “la patente di tolleranza o di libertà” all’imperatrice che poneva un’unica condizione: l’ingresso dei templi - molti dei quali ancora oggi presenti in città come la bellissima San Nicolò dei greci - non doveva essere sulle strade principali.

Per molti secoli Trieste è stata per l’Austria il suo naturale sbocco al mare: dal 1382 alla prima guerra mondiale.

La città romana

Ma la sua fondazione è romana, sottolinea la guida. Testimonianza ne è il teatro romano: “Qui venivano fatte le naumachie, rappresentazioni di battaglie navali. Dove oggi c’è il palazzo del fascio un tempo c’era la costa. Un edificio eretto non a caso in questo luogo: il nuovo impero davanti al vecchio impero”.

Il ghetto

Il viaggio nel cuore della città prosegue dentro il ghetto, sfiora la farmacia Serravallo, famosa per i suoi preparati a base di liquirizia, usati da Italo Svevo per curare la pressione, e si ferma davanti a un palazzo decadente: “Ecco - dice la guida - osservate le finestre ravvicinate così come i solai. Una persona in piedi non ci starebbe. Questo era il bordello frequentato da James Joyce”. Un luogo segreto, uno dei tanti che fanno di Trieste una meta da non perdere.

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