Mangiare non è nutrirsi. Piuttosto, è un po' come fermare il tempo, è stare 'qui e adesso', è esserci. Perché in fondo, il cibo è la prima esperienza di vita di ognuno e pertanto richiama attorno a sé una serie di conseguenze emotive molto importanti.

Questo l'incipit suggestivo dell’appuntamento di Panorama d’Italia e Focus a Trieste. Un incontro con il cibo, anzi il buon senso legato a ciò che si mangia e all’educazione alimentare che, in forma di domanda e risposta, tra il pubblico e gli esperti del magazine, dispensa e giustifica consigli e ragioni mediche.

L’importanza della giusta quantità

In un capoluogo che come pochi altri in Italia risente delle influenze mitteleuropee non si poteva che partire dalla carne rossa, elemento essenziale della tradizione culinaria triestina. Tanti sono i dilemmi che porta da sempre con sé questo alimento. Fa bene o fa male? E, quanta carne rossa è possibile mangiare in una giornata?

“Le due domande sono tra loro connesse - spiega Carla Lertola, medico specialista in scienza dell’alimentazione - e la risposta dipende da molti fattori. In primo luogo, la maggiore o minore incidenza negativa sulla nostra salute dipende da quanta se ne mangia. Prima di tutto, gli aspetti che suggerirebbero di mangiarne il meno possibile (una o due volte la settimana, un po’ di più per le donne che necessitano di un maggiore apporto di ferro) sono la maniera poco salutare con cui oggi viene allevata una consistente parte del mondo bovino. Poi vengono, il contenuto di grassi, le sostanze nocive o addirittura cancerogene che si possono liberare durante la cottura ”.

Altro soggetto spesso vituperato è il glutine e ci si chiede se sia giusto o sbagliato diminuirlo o addirittura, farne a meno. “Provo un manzoniano terrore ogni volta che un alimento viene additato come ‘untore’ - argomenta ancora Carla Lertola - in generale, se è causa di un diagnosticato disturbo, un alimento non dovrebbe essere eliminato".

Viceversa, esistono alimenti capaci di combattere le cellule tumorali spingendole a 'suicidarsi'? “Ne siamo lontani anni luce: l’unica cosa certa è che ci sono cibi che in qualche modo possono preservarci. Ma in ultima analisi, l’unico modo per avere un’alimentazione salutare è mangiare di tutto e nelle giuste quantità”, precisa la specialista in alimentazione.

La dieta chetogenica

La successiva richiesta di chiarimenti proveniente dal pubblico presente all’evento riguarda l’efficacia ai fini di perdere peso, e di un certo tipo di dieta di cui si parla con insistenza da qualche tempo, la 'dieta chetogenica'. 

“La chetogenica consiste nella riduzione di carboidrati e nell’apporto elevato di lipidi e proteine”, spiega la dietista Valentina Bolli. “Ma è utile nel trattamento terapeutico per alcune forme di epilessia farmaco-resistenti e, secondo una certa letteratura, anche in alcune tipologie di autismo. Ma stiamo parlando di una sua applicazione in regime ospedaliero, quindi con un elevato controllo medico. In tutti gli altri casi, è dimostrato che i corpi chetonici provochino seri problemi, soprattutto a livello neurologico".

Due caffè al giorno

Davanti a una tazzina gli italiani sono tutti uguali. O quasi. Il caffè fa parte delle nostre abitudini alimentari e in Friuli Venezia Giulia si gode di questa passione in modo particolare. Ma anche in questo caso la moderazione è un must. A confermarlo Carla Lertola che sostiene: “Due espressi al giorno sono consentiti a tutti, senza remore”.

La pasta e i suoi effetti

Il tema 'pasta' è tutt’altro che scontato visti i differenti effetti sull’organismo provocati da formati, ingredienti e metodi di cottura diversi. “L’organismo può reagire diversamente a ciascuno di questi fattori. Come pure possono avere il loro peso il colore o la forma dei cibi e dei piatti di portata”, argomenta la Bolli. Perché mangiare è un’attività che coinvolge tutti i sensi.

Hic et nunc

L’alimentazione è soggettiva e può variare, anche di molto, a seconda delle diverse circostanze. Per questo è più che mai importante essere presenti e concentrarsi sull'azione che si sta compiendo: dall'alimento che portiamo alla bocca al gusto che proviamo nell'assaporarlo.

La teoria del 5

La corretta quantità di pasti da consumare nell’arco della giornata è il tema perfetto per Valentina Bolli, che sposa la teoria del cinque: “Prima colazione, spuntino, pranzo, spuntino e cena cercando, nei due appuntamenti principali, un equilibrio tra l’apporto di tutti gli alimenti. E se proprio si vuole consumare una sola portata, mai seguire il falso mito dei carboidrati di giorno e delle proteine la sera. Meglio il contrario”.



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