"Sono al terzo mandato e da quando sono a capo di questa amministrazione non ho mai visto tanta vivacità, non ho mai visto tanta attenzione, siamo sulla bocca di tutti. È un momento davvero straordinario". Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, riassume in poche battute il momento di forte ripresa che la città di Trieste e il suo territorio stanno vivendo e di cui è stata data testimonianza durante la tappa friuliana di Panorama d'Italia nell'incontro dedicato alla crescita.

La centralità del polo mercantile

Le ragioni che stanno alla base di tanto entusiasmo sono soltanto in parte da addebitare alle ripercussioni positive della ripartenza dell'economia nazionale.
C'è infatti anche una serie di ragioni endemiche, che hanno a che fare con gli effetti della demanializzazione del Porto Vecchio che, dal 2015, sta letteralmente cambiando la dimensione di uno dei grandi driver storici della crescita di questa città, quello dei trasporti mercantili, appunto, con il rinnovato interesse dei Paesi vicini, Austria in testa.

"C'è un effetto domino che ha portato ripercussioni positive anche su altri settori" spiega il sindaco. "Oggi mi ritrovo quasi a fare anche l'agente immobiliare, tanta è la richiesta di acquisto dei nostri palazzi e delle nostre residenze storiche!".

Anche i cantieri edilizi stanno ripartendo, così come gli investimenti sugli altri snodi commerciali, tra cui spiccano quelli per la nuova piattaforma logistica da 14 ettari sul Porto Nuovo, o per il depuratore da 50 milioni di euro necessario all'ecosostenibilità, senza dimenticare quello che sarà il futuro nuovo Porto Franco o, su un fronte prettamente turistico il nuovo Acquario, che si chiamerà "Parco del Mare".

Le cose da fare

Tutto molto bene, quindi. Ma si può fare anche di meglio: "L'importante, adesso - conclude Dipiazza - è che la politica nazionale ci dia una mano, per esempio facendo dietro-front sul decreto che toglie al sindaco e al presidente della Regione la presenza, in prima persona, nel Comitato Portuale".

C'è bisogno poi che tutta questa potenza in ambito portuale si scarichi a terra facendo sistema con tutti gli altri porti dell'Adriatico, affinché questa porzione di Italia diventi un reale sbocco sul Mediterraneo per tutta l'Europa.

Tra le esperienze virtuose che la Regione può annoverare in questo contesto, ce n'è una, di grande importanza: è quella di Cetal, operatore logistico e polo portuale del Gruppo Grimaldi che, da 15 anni opera in uno spazio di 200 mila metri quadri a Monfalcone principalmente nell'ambito della movimentazione delle autovetture nuove.

"Qui abbiamo trovato un terreno molto fertile, un ambiente estremamente recettivo rispetto a molte altre realtà omologhe del Paese", spiega il suo presidente Girolamo Carignani. Si riferisce, principalmente a un modello logistico nuovo per il trasporto delle merci verso il far east.

Di intervento in intervento, il porto e la sua rinnovata attenzione da parte dei Paesi dell'Europa dell'Est e dei vicini austriaci e tedeschi confermano di essere il vero, grande, motivo conduttore di questa analisi diffusa sul contributo che la crescita di questa città sta diffondendo all'intero Paese.

Servizi in primo piano

La conferma arriva dal presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti, che tiene a sottolineare la crescita imprenditoriale del territorio, soprattutto nel campo delle imprese che operano nei servizi.

"Oltre a quanto è stato detto finora - dice Paoletti - non bisogna dimenticare che il nostro aereoporto, nonostante le difficoltà, si sta risvegliando, così come abbiamo di recente avuto un miglioramento dei trasporti su rotaia (entro due anni Venezia-Trieste si potrà percorrere in 58 minuti, ndr)".

Margini di crescita, conclude Paoletti, ci sono anche nel contesto della ricerca applicata o più in generale nel cosiddetto trasferimento tecnologico, ovvero nelle opportunità di conversione del sapere che fuoriesce numeroso dai centri di eccellenza nel campo della ricerca presenti sul territorio e va a trasformarsi in nuove attività imprenditoriali. "Ecco, su questo punto, si fa già molto: Trieste è tra le città italiane con i tassi più elevati di nascita di nuove start-up... ma possiamo ancora fare tanto".

Quando digitalizzare fa rima con ripartire

La tecnologia, appunto. Non poteva qui non essere rappresentata ad alto livello e, pertanto, tutta una parte della tavola rotonda è stata affidata ai rappresentanti di tre player di primo piano del comparto, a partire da Massimo Zocche, director Manufacturing 4.0 di Bip: "Trieste e il Friuli rappresentano un polo molto importante per capire i trend della digitalizzazione a supporto delle imprese, a partire dal suo tessuto industriale, fatto in larga parte da aziende di medie dimensioni, cioè la tipologia a più alto tasso di crescita stimata per gli anni a venire".

Anche in questo caso, ci sono alcuni fattori collaterali molto importanti di cui tener conto per capire grazie a cosa sta si sta verificando questa onda positiva di cui si parla dall'inizio del workshop.

Zocche li sintetizza molto bene: "Un contributo non secondario all'accelerazione dell’economia e all'irrobustimento della crescita generale del sistema Italia è dato dal riconoscimento che viene universalmente dato alla capacità di innovare e digitalizzare i processi del nostro Paese, e poi, su un piano legislativo, l'ottimo Piano Nazionale Industria 4.0 del ministro Calenda".

Luca Altieri, dall'altro della sua veste di director of Marketing, Communications and Citizenship di Ibm Italia, ribadisce l'equazione digitalizzare=veloce ripartenza, ma entra un po' più nello specifico, analizzando le dinamiche che oggi la rendono possibile e cioè, "una tecnologia sempre più accessibile e il fenomeno dei big data, la grande quantità di informazioni oggi disponibili, che rappresentano il "nuovo petrolio", a patto che si sia in grado di usarli per prendere decisioni efficaci, per esempio tramite i sistemi cognitivi".

Tra questi c'è Watson, il capolavoro di Big Blue che consente di convertire in maniera intelligente una massa dei dati in una serie di vere e proprie predizioni da trasformare poi in decision making, a tutti i livelli imprenditoriali".

Guido Terni, Education Manager di Lenovo (partner di Panorama d'Italia per un progetto con le scuole che, alla fine dell'anno, culminerà con la creazione di un'aula interattiva su misura per l'istituto che verrà prescelto), non ha dubbi: "Trieste è importante per le nostre attività e per i nostri progetti di fornire equipaggiamento tecnologico laddove ce n'è bisogno. E lo è perché qui c'è un'elevatissima concentrazione di studenti e ricercatori che, peraltro, richiamano anche in parte la genesi della nostra azienda, che una quarantina di anni fa è nata proprio in Cina per iniziativa di due studenti che inventarono una scheda per Pc che consentiva loro di convertire i caratteri cinesi in occidentali e da lì partirono per un'avventura evoluta poi nella Lenovo che conosciamo oggi".

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