Trieste-Udine

Dalila di Lazzaro, un mondo di passioni e virtù - FOTO e VIDEO

A Udine per Panorama d'Italia, la scrittrice presenta il suo libro "La vita è così" dove domina la speranza della rinascita oltre ogni crisi

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Dalila di Lazzaro - Udine, 7 settembre 2017 – Credits: Vincenzo Leone/Next New Media

Se i paragoni sono questi, è facile dire che "non ci sono più gli uomini di una volta". Il padre era un tipo di quelli che ammazzano una leonessa in un corpo a corpo, armato soltanto di una chiave inglese e forte spirito di  sopravvivenza. Quando in guerra la sua nave è colpita da una bomba, lui sfugge all’esplosione e nuota per due notti con lo spasmo dei migranti.

Pugile e poeta, forza fisica e dirittura morale. Quando scopre che l’incontro è truccato, mette ko l’avversario, scappa dal ring, atterra pure il manager corrotto e non ha paura di opporre la propria rettitudine al confronto con le leggi dello Stato. Uomo senza macchia pure il nonno, "vecchio saggio di montagna e taglialegna".

Si capisce dal background la tempra di Dalila di Lazzaro. "Ho interiorizzato il sudore, il coraggio, il sacrificio che dominava la personalità degli uomini simbolo della mia vita" dice.

Una vita passata nel cinema. Successo, guadagni, ammiratori.

 

Eppure l’attrice non si è mai fatta impressionare da lusso e mondanità. Ti parla di una notte con Jack Nicholson come fosse la cosa più ordinaria. "La mia vita era così". Normale che l’avvocato Gianni Agnelli la mandasse un elicottero durante le pause sul set? "Frequentavo un mondo che non è quello ordinario, la mia vita non poteva essere ordinaria".

Alain Delon, Richard Gere, ma anche Pasolini, Madre Teresa di Calcutta. Tanti gli incontri, gli amori, gli scontri.

Ci si chiede come possa Dalila di Lazzaro essere oggi una donna così, con i piedi per terra, che ti dice la ricetta degli gnocchi di pane, che non perde il senso delle proprie origini friulane, della forza del lavoro, di "quei no ricevuti in famiglia che però erano i sì del futuro".

Di tutto questo parla durante la presentazione a Udine del suo nuovo libro, durante la tappa friulana del tour «Panorama d’Italia» nella sua città. "La vita è così", questo il titolo del suo sesto volume (come gli altri, edito da Piemme), dove memorie, autobiografia, riflessioni e invenzioni s’inseguono a formare la promessa del sottotitolo: "Passioni e virtù per uscire dalle crisi".

Al plurale, perché le crisi sono tante, e di diverso dolore, come quelle lasciate alle spalle (anche se impossibili da cancellare): la perdita di un figlio, un incidente costato nove anni di limbo (oltre a 780 mila euro di spese mediche). E ancora incontri sbagliati, speranze tradite, una recente frode finanziaria.

Quel passato è sedimentato. La possibilità di una rinascita è sempre attiva. La speranza è la parola preferita di una donna attaccata alla vita, quanto mai pronta a mettere a nudo il proprio vissuto per dimostrare che ripartire si può. Dev’essere questo il segreto che trasforma i suoi libri in best-seller. "E il prossimo potrebbe essere un romanzo d’amore", abbozza.

La prova generale è già in quest’ultimo, dove un incontro al buio si trasforma in un "amore lento", di quelli che nascevano prima dei social, quando si corteggiava con la pazienza e con le rose rosse; come forse avevano fatto quel suo "padre duro e dolce", e prima ancora suo nonno.

Un mondo che non c’è più. "Ma che insegna una via per il domani". E che scordare, dice, "sarebbe oggi un imperdonabile spreco".

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