"Parlare di cibo è un po' come parlare di sentimenti: ciascuno ha la propria visione e le proprie necessità", dice Jacopo Loredan nel presentare il primo dei grandi eventi di Focus dedicati al cibo e alla buona alimentazione.
Abbiamo deciso di creare La salute nel piatto, continua il direttore del magazine, "per sfatare pregiudizi e informazioni non corrette e per provare a soddisfare le tante aspettative sull'argomento.

Attenzione agli eccessi
Ed è proprio da qui che si parte, da una domanda del pubblico sugli integratori proteici: fanno bene? fanno male?
Enzo Spisni
, docente di fisiologia della nutrizione dell'Università di Bologna, raccomanda di prestare sempre molta attenzione agli eccessi proteici, che possono creare danni in diverse aree dell'organismo, una tesi confermata dall'altro esperto sul palco degli ospiti, il medico specialista in scienza dell'alimentazione Carla Lertola, la quale ricorda come "l'equilibrio sia sempre il fattore principale da tenere in considerazione nella propria dieta, con quella mediterranea che rappresenta uno dei migliori compromessi".

Le giuste combinazioni
Ma qual è la migliore combinazione tra i principi nutritivi (carboidrati, grassi, proteine)? Spisni e Lertola sono d'accordo: chi dice che i tre elementi non vanno combinati sbaglia. E di grosso. Anzi, il mix tra di loro è fondamentale. E sulla stessa linea è la terza ospite, la dietista Valentina Bolli, che elenca le proprietà di ciascuno di loro sgomberando definitivamente il campo da ogni dubbio.

E la più classica delle diete, la "dissociata"? "È sbagliata - precisa poi Bolli - perché va a incidere sulla perdita di massa magra più che di quella grassa".

Una vita a dieta
"L'alimentazione dev'essere ricca di fibra solubile, frutta e verdura, perché è questo che fa bene ai batteri e mantiene quindi la nostra flora batterica in equilibrio", dice Spisni che con l'esperta Bolli interviene per rispondere sulle diete chetogeniche, quelle che sfruttano cioè i chetoni, il "piano B" alternativo agli zuccheri che il nostro cervello ha per avere le energie di cui ha bisogno. "Fatta eccezione per alcune patologie particolari, come l'epilessia, anche questa è una dieta squilibrata, che può portare più danni che benefici"

Ma qual è il peso giusto? Ci sono vari indici, il principale è quello di massa corporea, ma anche il metro può dire molto: per un uomo 94 cm di giro vita, per la donna 80, rappresentano il punto di equilibrio, oltre il quale si comincia a parlare di sovrappeso.

Dieta come "stile di vita", che è poi la sua traduzione dal greco. "Questo è il senso, e il termine va trattato così, non in associazione con l'altro termine, 'dimagrante'", dice la Vertova. "Certo nulla vieta che si possa avere voglia (o bisogno) di voler perdere peso, e quando ciò avviene la cosa migliore da fare è rivolgersi a uno specialista e di fronte a una dieta, usare il buon senso e domandarsi sempre: 'La farei fare a mio figlio?'.

Tra il bene e il male
Altro grande capitolo indissolubilmente legato alla dieta è quello delle intolleranze. "È vero che con l'avanzare dell'età le malattie gastrointestinali aumentano, è vero anche che l'essere umano mangia sempre peggio, ma è anche vero che i vari test specifici sono perlopiù inattendibili". In sintesi: le intolleranze non sono scientificamente dimostrate e dimostrabili. 

Le domande del pubblico
E quindi il momento delle domande del pubblico. La carne rossa fa male? Il vino fa male? La dieta vegana fa male? Bere tanta acqua fa male?
Sullo sfondo lo stesso principio: non passare dal consumo equilibrato all'abuso.

Per quanto riguarda la carne, la Vertova avverte del rischio possibile di eliminarla dalla propria dieta e sentirsi così legittimati a ridurre anche la prevenzione.

Al vino pensa Spisni, sottolineando come il suo consumo sia legato alle nostre tradizioni e come una dose normale al giorno possa essere salutare, mentre quando tocca agli stili di alimentazione alternativi la parola passa alla dietista Bolli, che raccomanda di rivolgersi e farsi seguire sempre da uno specialista perché, per esempio, la carenza di vitamine va compensata con adeguati integratori.

La conclusione spetta al direttore Loredan che introduce Robin Foood, un'associazione non profit che offre cibo alle persone bisognose, non solo come atto caritatevole, ma anche legato all'informazione alimentare, ovvero cibo mirato a seconda delle fasce di utenza.

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