Un folla da grandi occasioni ha accolto la squadra del magazine Focus per l’attesissimo appuntamento con lo spazio nell’ultima giornata di Panorama d’Italia a Torino.
Il viaggio tra i pianeti comincia proprio dal sistema solare. Il direttore di Focus, Jacopo Loredan, invita l’astronauta Umberto Guidoni a ipotizzare dove potrebbe essere il futuro dell’umanità: Mercurio è troppo vicino al sole, anche Venere è inospitale e così Saturno, Urano e Nettuno, altrettanto Giove.

Marte, il prossimo obiettivo spaziale
Marte resta il più gettonato. Ma bisogna conquistarlo. Una data ipotizzabile c’è: 15 settembre 2035 perché “Marte sarà vicinissimo, e potrebbe essere questo il momento giusto per la spedizione” azzarda David Avino, managing director di Argotec. “Il vero ostacolo non sono le tecnologie sulle quali stiamo lavorando - sottolinea Tommaso Ghidini, responsabile sezione tecnologia dei materiali di Esa - manca la volontà politica, perché quella su Marte dovrà essere una missione di pace, non potrà essere organizzata dalla Nasa o dall’Europa, ma dovranno essere coinvolti tutti, dalla Russia alla Cina”.

Ricerca e tecnologia all’avanguardia
La ricerca spaziale è del resto sempre più spinta. “Il sogno è costruire una base sulla luna - dice Ghidini - inviando una stampante in 3D che utilizzando la polvere lunare sarà in grado di realizzare ciò che ci serve. L’energia ce la fornirà il sole”.

Fantascienza? Tutt'altro: l’idea è quella di far tornare Marte a una condizione terrestre. Ci vorrà dai 200 ai 1000 anni. Le difficoltà sono molte. "Una volta partita la missione non si potrà fermare se non prima di due anni e quindi stiamo studiando di utilizzare la stampante 3D per ottenere, tra 30 anni, la ricostruzione di organi umani necessari in caso di un’emergenza medica. Negli Stati Uniti, per esempio, stanno già realizzando reni umani. Ci interessa in particolare stampare la pelle, perché potrebbe essere una delle necessità più frequenti durante la missione. Agli astronauti, certo, verrà fatto uno screening del genoma. Ma la verità è che la telemedicina non potrà essere utilizzata perchè su Marte ci sono 40 minuti di ritardo nelle comunicazioni. E allora ci stiamo preparando a inviare anche un chirurgo che verrà addestrato da un equipe dalla terra in modo tale che, se ce ne fosse la necessità, sarà pronto a intervenire utilizzando robot”.

Il robot da Vinci
Ed è proprio delle capacità di un robot che parla Francesca Cerruti, direttore marketing e comunicazione di ab medica. Si chiama da Vinci l’ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva: un sistema sempre più diffuso in Italia che conta oggi 92 installazioni presenti in quasi tutte le regioni di cui sette nel territorio piemontese.

Il robot nasce in California dal lavoro di sei ingegneri che nel 1996 realizzano il primo prototipo. “Delicatezza e precisione sono le sue caratteristiche principali - spiega Francesca Cerruti - è una tecnologia all’avanguardia, trasforma il chirurgo di oggi in un superchirurgo, riesce a manovrare contemporaneamente 4 strumenti che possono passare attraverso fori di 5 millimetri. Una sorta di viaggio nel corpo umano”.

L’esperienza di Guidoni
Il viaggio nello spazio, invece, il pubblico lo fa con Umberto Guidoni. Lui, che “tra le stelle” c’è stato per davvero, incanta tutti raccontando la sua esperienza accompagnato da immagini emozionanti con la partenza dello shuttle, la vita nella stazione e le straordinarie immagini della terra.

Lo spazio con la app per smartphone
Un viaggio che il direttore di Focus Jacopo Loredan ha fatto fare in modo virtuale al pubblico in sala introducendo l'esperienza di virtual reality resa possibile dalla Cardboard e dalla app per smartphone realizzate ad hoc dal magazine per i partecipanti all'evento. Indossando la particolare mascherina è stata data al pubblico la possibilità di esplorare la Stazione Spaziale Internazionale che orbita intorno alla terra. E nessuno si è tirato indietro.

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