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Torino

Farmaceutica, fiore all'occhiello del made in Italy - VIDEO

Con 2,6 miliardi investiti nel settore, l'Italia è al secondo posto in Europa. Se ne parla a Panorama d'Italia con Teva, primo produttore di generici

La farmacia d’Europa si trova in Italia. Un’eccellenza meno conosciuta rispetto a quella di altri settori, ma che anche nei momenti più difficili della crisi ha continuato a crescere e a innovare. Fino ad arrivare a esportare lo scorso anno il 73% della produzione. E questo vale non solo per i farmaci a marchio, ma anche per quelli equivalenti (o generici), cioè per quei medicinali non più coperti da brevetto e che vengono commercializzati con il nome del principio attivo.

Di questo primato si è discusso durante la tavola rotonda “La fabbrica della salute, dal principio attivo al farmaco”, uno dei convegni al centro del tour di Panorama d’Italia a Torino. "Anche durante i momenti più bui della crisi il comparto farmaceutico ha continuato a crescere arrivando a 30 miliardi di euro di fatturato globale» ha confermato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi "e anche per quest’anno è previsto il segno positivo".

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Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – Credits: Giovanni Culmone/Next New Media

180 fabbriche, 64 mila addetti più altri 63 mila nell’indotto, 2,6 miliardi investiti in ricerca e sviluppo che collococano l’Italia al secondo posto in Europa alle spalle della Germania. «Ma nel giro di un paio d’anni la supereremo» confida Scaccabarozzi.

L'importanza sociale del farmaco generico
Una mano a questo (quasi) primato arriva anche dalla produzione di alto livello dei farmaci equivalenti, di cui Teva è il primo produttore italiano e che hanno anche un effetto positivo sui conti della sanità italiana, dato che a parità di principio attivo utilizzato arrivano a costare fino al 60% in meno rispetto a quelli griffati. "E visti i continui tagli da parte del governo centrale e degli squilibri economici che creano pesanti ricadute sul futuro delle politiche sociali è bene che tutta la filiera del welfare collabori per un approccio più responsabile" ha ricordato l’assessore al welfare del Comune di Torino Sonia Schellino, che ha sottolineato come il farmaco generico sia di grande aiuto nel taglio alla spesa pubblica e per far sì che i medicinali non siano elementi di discriminazione sociale.

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Il mercato dei farmaci equivalenti in Italia - 2016 – Credits: Teva

Per questo, ha sostenuto Vittorio Bertelè dell’istituto Mario Negri, "il servizio sanitario nazionale dovrebbe fare campagna educativa per far capire che i generici sono assolutamente uguali a quelli tradizionali", mentre le risorse che così verrebbero liberate potrebbero essere dislocate su prodotti innovativi, spesso trascurati perché troppo costosi.

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Vittorio Bertelé (Istituto Mario Negri) – Credits: Giovanni Culmone/NExt New Media

L'Italia fanalino di coda nell'uso dei farmaci equivalenti
L’Italia, infatti, è ancora indietro nell’utilizzo degli equivalenti: nel nostro paese solo un farmaco su cinque non è di marca, mentre in Europa la media supera il 50%. "È solo un problema culturale" ha sottolineato Roberto Venesia, segretario per il Piemonte della Federazione italiana medici di medicina generale. "Noi medici di famiglia vogliamo farmaci sicuri e che funzionino, dato che dal momento della prescrizione ha inizio un’alleanza terapeutica con il paziente".

La qualità è il pilastro portante della produzione italiana di Teva. "Teva ha un modello di produzione unico nel suo genere perché da un lato garantisce sostenibilità con i farmaci equivalenti e dall’altra accessibilità con quelli specialistici" ha ricordato Luca Marchetti, general manager e direttore dello stabilimento Teva di Santhià dove il 95% della produzione è esportata e vengono realizzati 90 principi attivi.

Farmacie e farmaci, due eccellenze italiane
"Non solo la farmaceutica è un’eccellenza italiana. Anche le farmacie lo sono a pieno titolo, in quanto primo presidio dell’assistenza sanitaria sul territorio" ha ricordato Andrea Garrone, presidente delle farmacie rurali del Piemonte. "Nella nostra regione in pochi anni il consumo di generici è salita al 27% del totale dei farmaci dispensati. Un ottimo risultato".

Ma va fatto di più, anche alla luce delle grandi discrepanze di consumo di generici tra Nord e Sud del Paese. "Abbiamo bisogno di una maggiore informazione e ancora più nei prossimi anni quando in Italia andrà in pensione il 40% degli attuali medici di famiglia" ha concluso Salvatore Butti, direttore business unit generics di Teva Italia.

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