Torino

Così l'inquinamento annienta il pianeta - FOTO e VIDEO

Nella tappa torinese di Panorama d'Italia, gli esperti riflettono con il magazine Focus sul futuro del clima e del meteo

focus-ambiente-torino

Il pubblico pieno di giovani al Cinema Lux di Torino per l'appuntamento su ambiente e inquinamento organizzato da Focus per Panorama d'Italia - 8 aprile 2017 – Credits: Giovanni Culmone/NextNewMedia

Nel foyer del Teatro Regio di Torino, occupato da un lato dal palco dei relatori, e dall'altro da un oratorio composto da decine di ragazzi di tre classi del prestigioso Liceo Regina Margherita, si discute sul ruolo dell'inquinamento e del futuro del clima.

Tra i due, un filo rosso: collegare il macro (quello che succede al nostro pianeta) al micro (ciò che vediamo e proviamo nella vita di tutti i giorni), per usare le parole di Jacopo Loredan, direttore di Focus, il magazine che dell'evento si è fatto promotore nell'ambito della tappa piemontese di Panorama d'Italia. Il tutto ben sintetizzato nel titolo: "Inquinamento e cambiamenti climatici, la Terra si trasforma".

 

L'atteggiamento dei potenti
"Sono attesi grandi cambiamenti, viste le recenti decisioni dell'amministrazione Trump sul tema dell'inquinamento", prosegue Loredan nella sua introduzione anticipando Elegy for the artic, il video dalle spettacolari immagini che ha come protagonisti il Polo Nord (o meglio il ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard, Norvegia) e Ludovico Einaudi al pianoforte.

Tema centrale della performance dell'artista italiano è il ritiro dei ghiacci causato dal riscaldamento globale che rende più facile la pesca, il trasporto marittimo e l’estrazione di combustibili fossili, mettendo in un colpo solo a rischio tutta la sopravvivenza dell’Artico. 

"Potremmo non vederlo più quel ghiaccio, se le cose continueranno ad andare in questo modo", dice Andrea Pinchera, direttore comunicazione e fund raising di Greenpeace Italia. "E la colpa è tutta dell'uomo che ha cominciato a bruciare combustibili fossili, a produrre anidride carbonica e ad alimentare il famigerato effetto serra, principale responsabile del riscaldamento globale".

Il ruolo delle montagne
I ghiacciai sono considerati i termometri naturali dei cambiamenti climatici. Per comprendere ciò che accade realmente si devono analizzare gli effetti del cambiamento delle temperature in relazione allo scioglimento dei ghiacciai e al conseguente spostamento dello spartiacque che definisce i confini tra Italia, Austria, Svizzera e Francia.

Le Alpi, dunque. Perché esistono, perché sono così importanti le montagne? "Prima di tutto perché sono degli incredibili serbatoi d'acqua, quindi fondamentali per la vita dei luoghi circostanti e dell'intero pianeta. Se a causa dell'innalzamento delle temperature, i ghiacci si ritirano, questi serbatoi perdono il loro contenuto. Senza contare le conseguenze dello scioglimento del cosiddetto permafrost (il ghiaccio perenne, ndr) che tiene insieme parti di roccia", spiega Antonello Provenzale, direttore dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr secondo il quale l'unica soluzione è "avviare e sostenere politiche che contrastino tutto ciò che provoca l'innalzamento delle temperature".  

L'importanza di essere virtuosi
A ruota, gli fa eco Giancarlo Morandi, presidente del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo (Cobat): "Subiamo tutti, indistintamente, le conseguenze delle cattive azioni dell'uomo nei confronti dell'ambiente. Questo ci deve preoccupare e, se da un lato, è di estrema importanza che le amministrazioni facciano il loro dovere, allo stesso modo - su scala più piccola - è fondamentale che ciascuno di noi abbia, nel quotidiano, comportamenti virtuosi".

Morandi è capo di un organismo che si occupa anche di attenuare le conseguenze dei cattivi comportamenti individuali, che si traduce nella raccolta e nel riciclo di 14 milioni di tonnellate di prodotti ogni anno, i quali, viceversa, resterebbero nell'ambiente, danneggiandolo.

Clima e meteo, cosa cambia?
Il clima, ricorda Loredan, è ciò che ci si aspetta, il meteo, invece, è quello che effettivamente accade. Affermazione confermata da Guido Guidi, tenente colonnello dell'Aeronautica Militare, che interviene con una considerazione molto pratica che riguarda il clima hic et nunc, caratterizzato dall'alta pressione e dalla presenza del vento caldo e secco Foehn, generatore di temperature inattese.

"Nelle ultime settimane abbiamo vissuto una fase di scarsa piovosità e pertanto siamo stati in presenza di una forte discrepanza tra clima e meteo, mentre non ci sono stati particolari scostamenti dalla 'normalità' nelle temperature, sia minime che massime. Pertanto, qui, la coincidenza tra clima e meteo è stata pressoché perfetta", conclude Guidi.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti