Quello di Pavia è un territorio dinamico, è cresciuto quasi sei volte di più rispetto al resto d’Italia. Qui la ripresa è stata già "agganciata" grazie a una politica fatta di innovazione e di sinergia tra tutte le istituzioni: comune, università, istituti di credito, eccellenze imprenditoriali.

La sinergia tra istituzioni
"La Lombardia è una regione 4.0", sottolinea Paola Negroni, della direzione generale sviluppo economico della Regione, intervenuta dal palco di Panorama d’Italia nell’appuntamento l'Italia riparte da Pavia e dalle sue eccellenze. Dal 2013 ad oggi sono stati 58 i bandi attivati a favore delle imprese “617 i milioni di euro di incentivi concessi, attivando oltre un miliardo di investimenti e coinvolgendo 9.500 imprese. A Pavia, in particolare, sono stati 16 i milioni di incentivi concessi che hanno attivato 30 milioni di investimenti coinvolgendo 340 imprese”.

Ma nostante Pavia sia un territorio dinamico dal punto di vista imprenditoriale, putroppo lo fa ancora in sordina. A sostenerlo Antonella Zucchella, docente ordinaria di marketing all’università di Pavia: “È il luogo delle eccellenze poco note. Bisogna farle venire alla luce per connettere le filiere. L’università è un pezzo importante di questa rete”. Così come lo è il comune: “Stiamo lavorando in grande sinergia - dice Angela Barbara Gregorini, vicesindaco comune di Pavia - puntando sulla digitalizzarono, sugli sgravi fiscali, sulla messa in campo di risorse per sostenere le nuove imprese e le nuove idee”

Più credito per le imprese
In generale le imprese lombarde si stanno imponendo per la loro capacità di innovare. "Noi da tempo abbiamo avviato un centro per l’innovazione, unica banca europea a farlo, che mette in contatto chi produce innovazione e chi ne ha bisogno per il proprio business, spiega Paolo Graziano, direttore regionale Lombardia di Intesa San Paolo. Oggi l’accesso al credito per le nuove aziende non è più così difficile come una volta”. È cambiato l’approccio, continua Graziano: “Consideriamo tutta la filiera per capire la potenzialità dell’impresa, a Pavia ne abbiamo sette, mentre a livello nazionale sono 350 con 30 mila aziende collegate”.

La digitalizzazione aiuta la ripresa
Numeri, quelli delle aziende, che hanno un peso maggiore soprattutto se legati alla connessione, al trasferimento dei dati che è parte integrante dell’innovazione di un’impresa. Luca Altieri, direttore marketing, comunicazione e citizenship di Ibm Italia racconta che Watson, robot di Ibm, interpreta e organizza migliaia e migliaia di dati: “È applicato in tutti i settori, dalla sanità alla moda”. Ma bisogna sfatare la leggenda che la tecnologia spazzi via posti di lavoro: “L’intelligenza è dell’uomo. Nella storia abbiamo avuto tante rivoluzioni industriali nella quali sono cambiate le professionalità. E oggi, tra le figure più richieste, ci sono proprio quelle degli scienziati dei dati”.

Il caso di Eni Green Data
Tra le eccellenze top, ce n'è una a meno di 40 chilometri da Pavia, a Ferrera Erbognone, che è un centro che elabora milioni di miliardi di dati al secondo ed è considerato uno dei più potenti al mondo. All’interno della struttura c’è un sistema di calcolo efficiente in grado di eseguire milioni di miliardi di operazioni al secondo. “Abbiamo 10 mila server, super calcolatori - chiarisce Gabriele Provana, di Eni Green data Center - che ci aiutano ad elaborare i dati sismici e simulare i giacimenti di idrocarburi. In poche parole, a vedere dove fino a pochi anni fa c’era buio. Ed è tutto a impatto ambientale zero”. 

Quando ambiente e tecnologia vanno d’accordo
Impatto ambientale, due parole che Cobat conosce bene: in Lombardia ci sono 12 punti gestiti dal Consorzio per il recupero dei rifiuti tecnologici: “Un presidio importante del territorio - sottolinea Massimo Ferrante, ad Punto Cobat Mecomer - siamo orientati da sempre a fare un lavoro di recupero e trattamento della componentistica dei rifiuti”. Qualche dato: nel 2016 sono stati smaltite in Lombardia 26mila tonnellate di rifiuti tecnologici, mille tonnellate in più rispetto al 2015. “Recuperiamo anche le batterie al piombo, quasi 23 mila tonnellate, 3.300 tonnellate nelle apparecchiature elettroniche”. E nei primi 4 mesi del 2017 promettono ancora meglio.

Il “mare” arriva in Lombardia
Di crescita ha parlato Francesca Marino, passanger department manager di Grimaldi Lines: “Siamo a tre ore dai nostri porti di imbarco che hanno garantito negli anni una crescita nel trasporto di merci in America e in Messico. Per noi la Lombardia è la terza regione produttiva, collaboriamo costantemente sul fronte della formazione, facciamo molti progetti con le scuole, offrendo la possibilità di capire se il mare potrà far parte del futuro lavorativo anche dei ragazzi lombardi”.


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