La Chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri si riempie in fretta. Restano solo posti in piedi per Oscar Farinetti e la sua ultima fatica “Ricordiamoci il futuro” al debutto editoriale nella tappa pavese di Panorama d’Italia.

Capire da dove arriviamo aiuta a vivere meglio. Eccolo il filo conduttore dell’intervista del direttore di Panorama, Giorgio Mulè, che affronta con il fondatore di Eataly due temi che gli sono cari: la biodiversità e le eccellenze agroalimentari italiane.

La storia, o meglio le sette storie del libro, attraversano epoche diverse: da Noè a Tonino Guerra, da Plinio il Vecchio a Walter Massa, produttore di vini. Protagonisti che a modo loro raccontano la nostra storia attraverso la scoperta del fuoco, il rapporto tra gli uomini e la terra, l’agricoltura e la pesca. Tutti, ma proprio tutti, indicano un’unica strada: “Prendersi cura della sostenibilità".

Farinetti parla di neo umanesimo digitale: “La scoperta di Internet è come quella del fuoco. Ci vuole del tempo per imparare a gestirla e a donarla a tutti”.

È il rispetto per gli altri la chiave per affrontare il futuro. “Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che è figo comportarsi bene - dice Farinetti - È figo chi fa la raccolta differenziata, chi parcheggia in modo corretto”. Nei paesi del nord Europa non è normale chi non ha senso civico e così è anche in Giappone. “Noi abbiamo una grande storia, pensiamo agli antichi romani o al Rinascimento e ancora al Risorgimento e pure al dopoguerra. Le generazioni prima di noi hanno fatto cose straordinarie”.

All’estero, insiste Farinetti, l’Italia è amata e apprezzata: “Il nostro paese può diventare trainante. Siamo considerati il popolo più in gamba del mondo”. Il futuro possibile va costruito “puntando su prodotti e servizi indispensabili ad allontanare la fine del mondo. Questo sarà il business del futuro. Grazie alle nuove tecnologie”.

Farinetti dice di essere un uomo fortunato e come tale ritiene importante essere riconoscente. L’arte è il suo “punto debole”: sono state tante negli anni le donazioni per restauri. Ma a uno tiene in modo particolare: l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. “È la più grande opera nella storia dell’umanità. Rompe gli schemi. Leonardo è stato il più grande artista di tutti i tempi. Sono contento di contribuire a conservare un’opera così importante”. È una questione di rispetto. Per le generazioni future.

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