La Terra è un pianeta prezioso, unico nel sistema solare. Praticamente perfetto. Ma per quanto tempo sarà ancora la casa dell’umanità? Cosa c’è al di là del sistema solare? Il mistero dello spazio e dell’infinito affascinano il pubblico che, come di consueto, affolla l’appuntamento scientifico di Focus in ogni tappa di Panorama d’Italia.

Il viaggio nello spazio
Pavia non fa eccezione. E quando l’astronauta Umberto Guidoni, prende per mano il pubblico per portarlo in un viaggio verso l’ignoto, il silenzio è assoluto. Le immagini dallo spazio lasciano senza fiato: “Dall’alto - spiega Guidoni - si vedono tempeste di sabbia, la formazione di uragani, lo smog sulla paura padana come sulla Cina”. Non si vede nulla di quello che l’uomo ha costruito, ma i danni che ha provocato quelli sì, sono evidenti.

Dobbiamo imparare a trattare meglio il nostro pianeta”, interviene il direttore di Focus, Jacopo Loredan. “Lo dobbiamo alle generazioni future”, gli fa eco Guidoni: “Quando sei nello spazio ti rendi conto che pianeta più bello della terra non c’è”. Anche se è affascinante immaginare che in futuro l’umanità possa essere in grado di raggiungere nuovi mondi. “Un paio di sonde sono già al di là del sistema solare. Ma se se noi un giorno riuscissimo a raggiungerlo sarà un viaggio senza ritorno. Del resto è il destino dell’uomo, è sempre stato così”.

I satelliti e il monitoraggio della terra
Del resto "intorno agli anni Settanta si conosceva molto di più della luna e del sistema solare che non della terra perché pensavamo che fosse immutabile. Fino a 30 anni fa non conoscevamo nemmeno le correnti degli oceani”, sottolinea Tommaso Parrinello, dell’Agenzia spaziale europea. Dagli anni ’90 in poi sono stati lanciati satelliti per l’osservazione del nostro pianeta come fossero esploratori del nuovo millennio.

Oggi la missione scientifica Cryosat, di cui Parrinello è responsabile, è dedicata allo studio dei ghiacci in relazione ai cambiamenti climatici: “controlla la condizione della calotta polare. Ha un altimetro con il quale misuriamo il ghiaccio per monitorarlo. E così sappiamo che l’Antartide sta contribuendo all’innalzamento dei mari quanto la Groenlandia. Parliamo di numeri importanti, circa 3,4 millimetri l’anno. Un terzo è dovuto allo scioglimento dei ghiacci per il riscaldamento globale”.

Le immagini di Venezia sono quelle più impressionanti: è una città dal destino a rischio per due fenomeni che vengono monitorati dallo spazio. La subsidenza, quindi l’abbassamento del terreno, e l’innalzamento dei mari. Praticamente non ha scampo.

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