Caffeina, proteine, integratori, dieta vegana. Il tentativo è sfatare i luoghi comuni e dare indicazioni corrette per la propria salute alimentare.

All'incontro "La salute nel piatto" organizzato con il magazine Focus a Pavia durante la tappa lombarda di Panorama d'Italia, si cercano dunque risposte e si trovano.

 

Caffeina e energy drink
Enzo Spisni, docente di fisiologia della nutrizione dell’Università degli Studi di Bologna, prende spunto da alcuni casi di morti recenti per abuso di energy drinks, per parlare della caffeina. "In sé non ha particolari effetti collaterali, anche se assunta in dosi elevate, ma abbinata agli aminoacidi contenuti nella taurina, presente, appunto, nelle domande energizzanti, se abusata può comportare qualche rischio per chi ha una particolare "sensibilità cardiaca".

Pericoli che "si moltiplicano in un altro caso tipico, cioè quando la bevanda viene assunta assieme agli alcolici. Senza contare che provocano dipendenza", aggiunge Valentina Bolli, dietista.

Integratori proteici
La discussione resta sul campo delle "energie", con la domanda inviata da un lettore via Facebook, che riguarda l'utilizzo degli integratori proteici da parte degli sportivi, e il dubbio sui loro effetti sulla salute.

"Consumiamo, in genere, troppe proteine" dice Carla Lertola, medico specialista in scienza dell'alimentazione che ha fondato l'associazione Robin Food che chiede a chi ha tanto "buon cibo" di darne a chi ne ha di meno. "Nel caso degli sportivi, valgono le stesse regole dell'alimentazione normale: la dieta migliore è quella equilibrata, fatta in prevalenza da carboidrati complessi e con parte restante composta da proteine e lipidi".

La dieta vegana
All'opposto di un'alimentazione iperproteica c'è la dieta vegana oggi diventata molto "di moda". "Essere vegani va bene" chiarisce Spisni, ma occorre attuare adeguate strategie compensative, e non soltanto con la vitamina B12".

"E gli alimenti bio?" domanda il direttore Loredan: "Nel caso della carne biologica, i benefici, soprattutto in termini di presenza di antibiotici ed estrogeni, sono enormi", risponde senza alcuna esitazione Spisni.

GLi zuccheri
In molti ormai non usano più anche gli zuccheri semplici e complessi ma dolcificanti alternativi.
"Dal punto di vista metabolico - afferma Spisni - la stevia è certamente un ottima alternativa, per via della sua capacità di ridurre l'indice glicemico, ma ancora meglio sarebbe ridurre gli zuccheri classici semplici".

Le intolleranze
Un luogo comune da sfatare è quello relativo alle intolleranze. Ma esistono davvero? La parola alla Lertola e al suo scetticismo: "Le uniche due riconosciute sono quelle al lattosio e al glutine. Il resto, test compresi, sono da evitare per via di tutta una serie di falsi positivi che portano a modifiche della propria dieta che possono creare danni anche gravi".

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