"Il nostro catalogo di quest’anno è dedicato all’Umbria, e in apertura ho voluto mettere una frase di Aristotele: Anche le calamità hanno un anima". Brunello Cucinelli, il re del cachemire, non si smentisce mai, anzi: evolve di anno in anno in un suo approccio fervido, quasi apostolico ormai, di imprenditore-predicatore, da illuminato che valorizza ogni occasione pubblica per proporre a chi lo ascolta una visione del mondo e della vita che va ben oltre il business e diventa una filosofia religiosa, in un mix inscindibile di pensiero cristiano ed epicureo, citazioni classiche e bibliche, regola benedettina e massime popolari, anche proverbiacci, riproposte in dialetto o almeno in un italiano a fortissima tinta umbra, che spiazzano l’uditorio, divertono ma lasciano il segno, tra un versetto evangelico e un epigramma latino.

In questo sincretismo brunellesco, Cucinelli, intervistato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè sulla piazza San Benedetto di Norcia, con lo sfondo del Duomo semicrollato e della Torre Civica puntellata, punta a individuare un’unitarietà tra i restauri, da fare presto e bene ragionando nell’ottica di costruire un futuro secolare e millenario, e la capacità di riconoscere una lezione di vita utile anche nelle calamità, perché il disastro del sisma ha indubbiamente ridato all’Umbria anche una scossa di coesione e solidarietà straordinaria.

Il contributo di Starbucks e Salesforce

Ed è parlando di tutto questo che Cucinelli dà una notizia: i costi per il restauro della Torre Civica verranno sostenuti da lui e anche da Marck Schultz, l’imprenditore di Starbucks e da Marc Benioff, presidente e amministratore delegato del colosso del “cloud” statunitense Salesforce.

 

“Subito dopo il terremoto”, ha raccontato Cucinelli, “mi ha chiamato Schultz da Seattle e mi ha detto: Io sono un cittadino di Norcia”. Poco dopo ho parlato con Marc Benioff, a San Francisco: Ti mando i soldi per Norcia, restauraci la Torre Civica, mi ha detto, e i soldi li ha poi effettivamente già inviati”.

Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha quindi precisato che nel giro di un mese sarà completata la progettazione del restauro, e che subito dopo verrà lanciata la gara internazionale per i restauri.

Quindi un piccolo corteo con il sindaco e Cucinelli ha simbolicamente inaugurato la riapertura della via che dalla Piazza San Benedetto conduce alla Porta Ascolana, rimasta chiusa al traffico dopo il terremoto.

L'amore per Norcia

Cucinelli è un grande innamorato di Norcia: “Ci vengo da quando seguivo i ritiri del Perugia del ’75, giocavo in seconda categoria, mi allenavo e quindi il sabato sera non facevo l’amore con la fidanzata e poi la domenica restavo in panchina… È sempre stata una bellissima cittadella, grandissima qualità di vita, silenzio, bellezza. Poi il priore Padre Cassian e i suoi monaci dopo 180 anni hanno ripaerto il monastero, risvegliando l’amore e la cultura benedettina, rinverdendo la messa in gregoriano, e Norcia è diventata ancor più una cittadella dell’anima”.

Qui Cucinelli regala un’altra notizia: i monaci gli hanno rivelato che non intendono andare mai più via da Norcia. “Dopo il terremoto ho incontrato padre Cassian”, ha raccontato, “e lui mi ha detto: stiamo piangendo sulla nostra città in rovina ma ricordiamo quel che disse Geremia a Baruk affidandogli un piccolo pezzo di terra mentre i babiloniesi stavano per radere al suo Gerrusalemme: ‘Proteggilo, perché da questo pezzetto di terra Gerusalemme rinascerà’. Anche una sola pietra è un primo passo per i secoli a venire”.

E fu così che Padre Cassian si ritrovò consigliere d’amministrazione della Cucinelli quotata. "Così quando all’assemblea dei soci c’è da rispondere a qualche domanda sulla dignità del lavoro, ci pensa lui!” aggiunge Cucinelli.

E via con i ricordi e gli aneddoti: “Quando dovevo quotarmi in Borsa, era il 2012 ed era difficilissimo, dissi ai frati: pregate, perché se va bene, con i soldi incassati vi restaurerò il monastero! Pregarono tanto e andò benissimo”.

La basilica verrà restaurata in base ad un progetto che l’Arcidiocesi ha affidato a un concorso internazionale, dove si potranno presentare anche idee molto diverse dal passato: “Ma è più facile che io divenga Papa”, dice Cucinelli, “che si innesti su questa Chiesa, che per oltre il 50% è ancora in piedi, qualcosa di diverso dalla sua identità di sempre”.

Il Cucinelli-pensiero

Mulè lo interroga sul marketing giusto per il rilancio dell’Umbria. “La bellezza salverà il mondo tutte le volte in cui il mondo salverà la bellezza, e credo che il mondo stia facendo la sua parte”, risponde Cucinelli: “Non penso ad un marketing aggressivo, mai”.

Il futuro dei giovani e dell’Economia: “Dobbiamo tornare a investire nei manufatti e non nei servizi, le start-up nei servizi vanno a buon fine solo nel 4% dei casi, il resto va molto meglio. Per decenni abbiamo detto ai nostri giovani: ‘se non studi vai a lavorare’, facendogli così capire che il lavoro è degrado. Ma io credo che sia in atto un grande rinnovamento. I giovani stanno vivendo in modo diverso, con una visione diversa. Devono recuperare il piacere dell’ attesa. Essere sempre connessi aumenta l’ansia, e il desiderio di aver tutto subito, il che ci avvicina alla fine. Dobbiamo superare l’idea vecchia del consumismo. Epicuro diceva, nel 300 avanti Cristo, che l’essere umano ha due problemi da risolvere: quello della sua anima e l’utilizzo di ciò che la terra ci dà senza consumarlo”.

E infine: “Diceva Isocrate: sono convinto che la morte per i bruti sarà più brutta e per i buoni poiù bella, ma se poi non fosse così, pazienza: avrò comunque vissuto meglio”.




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