Spazio, viaggi fuori dalla terra, ma anche medicina e tecnologia. Focus, a Spoleto con Panorama d'Italia, lancia la sfida e affronta le nuove frontiere che si aprono nel futuro per l’uomo.

Robot, la nuova chirurgia

Si parte dalla terra dove Da Vinci è al servizio della medicina. “È un sistema robotico per chirurgia mini invasiva - spiega Francesca Cerruti, direttore marketing e comunicazione di Ab Medica - utilizzato in 94 ospedali in Italia di cui 3 nella sola regione umbra. Si diventa, grazie a lui, super chirurghi, si possono manovrare tre strumenti e una fibra ottica in 3D contemporaneamente consentendo una sorta di navigazione nel corpo umano con una qualità di risultati altissima”.

A spiegare la potenza di da Vinci in sala operatoria è il professor Ettore Mearini, direttore della scuola di specializzazione in urologia di Perugia e Terni: “La prima grande rivoluzione è magnificata dall’immagine con dettagli anatomici che nei libri di testo di 10 anni fa nemmeno erano indicati. Facciamo meno errori con questo sistema ed è utilissimo nella formazione degli specializzandi”. Insieme a da Vinci ci sono altri piccoli robot Intouch, Rp-Vantage, che collaborano con lui per il monitoraggio del paziente: “utili per poter controllare più pazienti contemporaneamente”.

Il pianeta solare

Un mondo affascinante. Come quello dei robot che si muovono in cielo. La seconda parte dell'incontro con Focus infatti si sposta nello spazio con Ian Carnelli, responsabile Missione AIM ESA, e con l’astronauta italiano Umberto Guidoni. Che guida il pubblico dentro il sistema solare identificando luoghi straordinari come Venere, Mercurio o Giove. Dove sarà il futuro dell’umanità? Marte è senz’altro il pianeta più quotato, anche se gli esopianeti, intorno ad altre stelle, potrebbero avere caratteristiche interessanti.

Missione astronauta

Di certo la Nasa sta formando nuovi astronauti per missioni impossibili. Ne ha appena assunti 12. “Saranno quelli che si allontaneranno dall’orbita terrestre per andare su Marte, sugli asteroidi o per tornare sulla luna - afferma Guidoni - E sono ricercatori, biologi, geologi, non solo militari”. L’agenzia spaziale europea potrebbe assumere nuovi astronauti nel prossimo ciclo, tra 5 anni.

Il mistero degli asteroidi

Lo studio, la ricerca, il monitoraggio dello spazio e di tutto quello che c’è intorno a noi è il compito dell’Esa che sta ipotizzando una serie di interventi per evitare che gli asteroidi, in particolare, possano impattare sulla terra in maniera devastante. “Dal pulviscolo degli asteroidi impariamo tante cose. Sei miliardi di anni fa si sono formati i pianeti, hanno subito diverse migrazioni. Quello che è rimasto è la cintura degli asteroidi, i mattoni che hanno formato il nostro sistema solare” spiega Carneli. "Ce ne sono di diverse dimensioni: il più grande ha un diametro di mille chilometri e i più piccoli di mezzo metro. Quando impattano sulla terra lasciano danni di una violenza tale a quella che ha colpito il Pianeta quando sono stati spazzati via i dinosauri". In Arizona c’è un cratere di 1,2 chilometri, racconta Carnelli commentando immagini impressionanti. "Esplosioni nel cielo ce ne sono molte ogni giorno. Ma, niente paura, eventi come quello dei dinosauri si verificano ogni milione anni".

Come difendersi, allora? Sono tre le ipotesi allo studio: attivare un attrattore gravitazionale, un impastatore cinetico o causare le esplosione di queste masse celesti. “Sistemi di difesa che si applicano a un caso piuttosto che a un altro in base a due parametri - spiega Carnelli - quanto tempo esiste prima dell’impatto e la dimensione dell’asteroide”.

Il viaggio nello spazio

Il pubblico ascolta in assoluto silenzio e si incanta a guardare le immagini dei viaggi nello spazio. È Umberto Guidoni, con la sua passione e la sua straordinaria esperienza, a guidare gli spettatori dentro la stazione spaziale internazionale dove, nel 2001, ha vissuto per molti mesi. “È un laboratorio spaziale, dove le cose galleggiano, c’è assenza di peso che condiziona la vita a bordo come mangiare, bere, lavarsi. Molte attività richiedono il lavoro dell'astronauta anche all’esterno. Gli equipaggi sono internazionali”. Ed ecco il mare Egeo, la Groenlandia, le Hawaii: “Il nostro è un pianeta spettacolare visto da lassù”. Torneremo sulla Luna, prossimamente: “400 mila chilometri che percorrerà Orione, mentre verso Marte il viaggio sarà tutto diverso, la lontananza è enorme, 160 milioni di chilometri, arrivarci richiederà due anni. E per scendere sul pianeta useremo una specie di disco volante, uno scudo termico. Andare oltre.. beh, è davvero una sfida lunga anni luce”.

L'esperienza nello spazio con la cardboard di Focus

Il direttore di Focus Jacopo Loredan ha infine accompagnato nello spazio il pubblico in sala in modo virtuale introducendo l'esperienza di virtual reality resa possibile dalla Cardboard e dalla app per smartphone realizzate ad hoc dal magazine per i partecipanti all'evento. Indossando la particolare mascherina è stata data al pubblico la possibilità di esplorare la Stazione Spaziale Internazionale che orbita intorno alla terra. E nessuno si è tirato indietro.

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