Bolognese di adozione (è nato in provincia di Caserta), pidiessino, Virginio Merola è primo cittadino di Bologna da 6 anni. Nella sua città, ospite di Panorama d'Italia, intervistato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè e da Luca Orsi, giornalista de Il Resto del Carlino, si presenta in veste di sparring partner.

Si parte, se non altro per ragioni di vicinanza temporale, dalla politica nazionale: "Renzi già segretario del Partito Democratico prima delle primarie del 30 aprile?", domanda Mulè. Per il sindaco non è così scontato. "Io aspetterei il 30 aprile, poi commenteremo tutti insieme. Appassionatamente".

Poi passa al Governo: "Mi auguro che duri fino alla scadenza naturale, perché non è più tempo di scherzare. La situazione è sotto gli occhi di tutti, c'è bisogno di provvedimenti per i ceti più poveri e anche per stare saldamente in Europa. Mi auguro anche che alla scadenza naturale ci sia un'adeguata legge elettorale, poi saranno i cittadini a decidere, ora non è il momento di mettere in gioco la stabilità del Governo".

Una città allo specchio
Ma l'attenzione di Merola è soprattutto sulla sua città, Bologna, nella quale spicca - e con forza - l'orgoglio di appartenenza degli abitanti. Una città attenta all'ambiente, con un'alta qualità di vita generale, ma dove la sicurezza percepita è piuttosto bassa, dove le politiche di gestione dei flussi migratori sono considerate non del tutto sufficienti, e nella quale si respira un certo pessimismo sul futuro.

Questo, in estrema sintesi, il quadro emerso da Bologna, una città allo specchio, la ricerca di Inthera, società del Gruppo Mondadori, che ha cercato di individuare aspettative e valori dei bolognesi con una metodologia basata su un approccio di tipo "emozionale" (qui sotto i risultati della ricerca)

"Abbiamo chiesto cosa pensano della loro città - racconta Pamela Saiu di Inthera - e il campione ha associato a Bologna una serie di locuzioni come 'Bella dentro e fuori', 'La qualità vera e non l'immagine', 'Vera', che la fanno collocare nell'area della "Serenità".

Ma il meglio arriva subito dopo, cioè quando dalla statistica si passa alla vita reale, con un riscontro concreto - e politico - ai vari punti toccati dall'indagine. "Chi vive a Bologna si dice molto soddisfatto della propria città", dice Mulè passando in rassegna i risultati dell'indagine secondo cui il 77% degli abitanti si dice addirittura "orgoglioso" di farne parte; un dato clamoroso se messo a confronto con quello nazionale, che supera di pochissimo il 60%. "Tuttavia - aggiunge Orsi - lo studio rivela anche che la sicurezza percepita è piuttosto bassa e occorre, pertanto, chiedersi cosa stia facendo l'Amministrazione per risolvere questo paradosso".

Cosa fare per la sicurezza
"Vero - sottolinea Merola - continuiamo ad avere un reddito alto e lo stiamo aumentando, ma come in tutte le città del Nord subiamo molti scippi, furti negli appartamenti e anche comportamenti incivili che si stanno diffondendo. Giusto reagire e sottolineare il tema. Il campanello d'allarme, inevitabilmente, è suonato e non possiamo negare che nella nostra città ci sia stato un aumento dei casi di mancato rispetto del senso civico. Confidiamo molto nel fatto che i nuovi strumenti messi a disposizione ai sindaci (Daspo, regole orari di apertura e chiusura dei locali pubblici, videosorveglianza, per citarne alcuni) da parte del Governo possano contribuire a risolvere molti problemi. In termini molto generali, credo che sia un problema di cultura e di civiltà, poiché molti di quanti sono arrivati da poco a Bologna hanno bisogno di tempo per capire come vivere qui. E noi, il Comune, dobbiamo fare il possibile per metterli in condizione di raggiungere l'obiettivo".

Cosa fare per l'ambiente
Altro aspetto rilevante per i bolognesi - sempre secondo quanto è emerso dalla ricerca Inthera - è l'ambiente. "Siamo un po' in ritardo nella raccolta differenziata nel centro storico, con un gap rilevante rispetto al resto della città, ma stiamo facendo molto per ridurlo".

Da città di eventi a città-evento
Nelle prossime settimane, la città potrebbe andare incontro a uno step molto importante nel suo processo evolutivo, legato cioè al Patto per la Città Metropolitana che, ricorda Merola "porterà 110 milioni di euro nelle nostre casse, che potranno essere spesi per crescere in diversi settori. È un provvedimento molto importante e stiamo aspettando, fiduciosi, la data della firma".

Nel frattempo, la città è tutt'altro che ferma. Anzi, è in una fase di grande cambiamento e trasformazione che, inevitabilmente, coinvolge anche tutto ciò che riguarda il turismo

Una metamorfosi che Merola spiega in questo modo: "Da tappa di transizione tra Venezia e Firenze, stiamo diventando una presenza cruciale nella mappa del turismo nazionale. Stiamo facendo molto con il mercato cinese, siamo diventati destinazione turistica e quindi godiamo di finanziamenti diretti, la nostra posizione geografica è stata rivalutata con l'alta velocità e con l'aeroporto. Faremo presto un accordo con Firenze perché vogliamo promuovere assieme il turismo nell'appennino".

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