Cinquantaquattro anni compiuti da poco, cappotto nero doppiopetto ("da 20 mila euro", dice) che arriva dritto dall'ultimo film, il ciuffo e la basetta lunga un po' rockabilly, un vecchio velo di tristezza sempre addosso, la stessa allergia per i social del personaggio che interpreta in Perfetti Sconosciuti: "de follouer c'avevo solo 'a polizia...".

Marco Giallini, suo malgrado, è uno di quei casi, rari, in cui uno si ritrova nei panni dell'attore famoso, dopo aver tolto quelli dell'attore e basta. Senza aver sgomitato. E quei tre Ciak d'Oro vinti in carriera, oltre la decina di candidature ai David di Donatello non lo hanno cambiato di una virgola.


La musica, le moto e le altre passioni
"Qui a Bologna (dove è ospite di Piera Detassis, direttore di Ciak, sul palco di Panorama d'Italia) si respira ancora quell'aria un po' rock e un po' punk di quando eravamo post-adolescenti, quando, a 17 anni, venni a vedere i Clash in Piazza Maggiore".

Giallini è reduce dai successi con polemica de Il commissario Schiavone, "che - esordisce la Detassis - non ti hanno fatto che bene" e da quelli di Beata Ignoranza con Alessandro Gassmann.

Giallini però ci tiene a parlare ancora di musica "che amo più del cinema, da sempre, con quel picco di passione per la mia band di quando ero giovane, Sandy Banana & The Monitors, power trio basso chitarra e batteria". Per questo è stato così felice quando Paola Turci gli ha chiesto di recitare il cameo in romanesco nel pezzo Ma dimme te, dedicato ad Anna Magnani.

Il teatro arriva "dopo un provino a cui mi presentai con le mani ancora sporche di vernice dopo la giornata di cantiere". E allora via con i 30 film che "ha visto solo mia mamma" fino al Terribile di Romanzo Criminale, "Io, loro e Lara", "ACAB", e molto altro.

Le altre passioni? I figli, Rocco e Diego, 18 e 11 anni, la Roma, ma soprattutto le moto ("Colpa di mio padre, operaio e cinefilo che mi ci portava al cinema; adesso ne ho tre: una Norton del '71, una Triumph Scrambler e una Buell 1200, e ho in archivio anche un incidente bello tosto").

Coming soon
Prossimo film? Io sono Tempesta con Elio Germano ed Eleonora Danco, regia di Daniele Lucchetti e la fotografia di Luca Bigazzi. "Faccio il protagonista, un milionario un po' intrallazzone, che vive da solo negli hotel vuoti prima di rivenderli. Viene arrestato e, anziché in carcere, finisce in un centro per poveri".

Giallini è l'ironia in persona. Quando Detassis gli chiede: "Come vivi la popolarità?" non si smuove di un millimetro: "Tranquillo, passo quei quindici venti minuti a salutare tutti, come se fosse un secondo lavoro, talvolta mi sento un po' coglione".

"Ma tu ce l'hai un rimpianto di carriera?" le chiede ancora il direttore di Ciak. "A dire il vero no. Però c'è una cosa che non mi piace: i film in cui ci sono attori che dovrebbero fare invece un altro mestiere".

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