Il sistema solare, i buchi neri, la tecnologia, l’innovazione: il viaggio nello spazio con il magazine Focus e il suo direttore, Jacopo Loredan, stupisce sempre il pubblico che affolla la sala per l’appuntamento di Panorama d’Italia. E Bologna non ha fatto eccezione.

Il fascino del sistema solare
Il primo incontro con l'inovazione tecnologica di ampio respiro è con da Vinci, l’ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva che trasforma il chirurgo in superchirurgo: un sistema sempre più diffuso in Italia che conta oggi 93 installazioni presenti in quasi tutte le regioni italiane di cui tre in Emilia Romagna: "Il nostro lavoro - spiega Francesca Cerruti, direttore marketing e comunicazione di ab medica accompagnata dal dottor Paride Lambertini, ingegnere chimico del Policlinico Sant'Orsola Malpighi - ci dà il privilegio di vivere sempre proiettati nel futuro. Qui l’innovazione ha le fattezze di 3 robot da Vinci installate in strutture sanitarie pubbliche a Modena, Bologna e Forlì”.

Potranno andare nello spazio? Un domani, chissà. Per ora nello spazio vanno gli uomini con un bel bagaglio di tecnologia e digitalizzazione. È l'astronauta Umberto Guidoni, per primo, a fare una panoramica dei corpi celesti del nostro sistema solare partendo da Venere, il più simile alla terra ma impraticabile per l’uomo per la sua alta temperatura, per finire con Marte il più raggiungibile, la prossima tappa dopo la Luna: “Non sappiamo se c’è vita, di sicuro non in superficie. La cercheremo nel sottosuolo con la prossima missione che durerà almeno due anni e che vedrà la costruzione di una base spaziale con una stampante 3D".

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Economia digitale anche nello spazio
Le tecnologie che si usano sulla terra infatti possono essere portate sullo spazio e quelle che sono usate nello spazio spesso poi vengo utilizzate anche sulla terra. "C’è stata una convergenza di culture", spiega Luca Del Monte, ESA space economy manager, "grazie alla miniaturizzazione e all’elettronica di consumo si sono sviluppati sistemi diversi e così la GoPro è finita nello spazio fornendo immagini quotidiane. È nato un nuovo sistema di business e l'economia digitale si è impossessata dello spazio. Un'esplorazione infatti è costosissima: quella sulla Luna, per dire, ha richiesto 100 miliardi".

Il mistero dei buchi neri
Ma lo spazio non è solo finanza e tecnologia. È soprattutto un grande mistero, un sogno infinito. E i buchi neri ne rappresentano l'aspetto più affascinante proprio perchè ignoto: "Sono oggetti estremi - spiega Filippo D'Ammando, docente del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna - capaci di attrarre tutta la materia e la luce che gli si avvicina. Sono sempre stati studiati osservando l’effetto gravitazionale per ottenere informazioni sulla loro massa, ma ora si sta facendo di più per conoscerne i dettagli”. Così come per i cunicoli spazio-temporali "strutture instabili, di cui non si sa praticamente nulla, se non che sono piccoli".

L’esperienza di Guidoni
Quello che si sa dello spazio, però, è già molto. E il modo in cui l'astronauta Umberto Guidoni lo illustra al pubblico è davvero sensazionale. Lui, che “tra le stelle” c’è stato davvero con lo Space Shuttle, incanta tutti raccontando la sua esperienza accompagnato da un video emozionante con la partenza dello shuttle, la vita nella stazione e la straordinaria panoramica sulla terra. Il sole all'alba, il sole al tramonto, le aurore boreali, la sagoma delle Nazioni, le luci della città, i temporali. Scorrono immagini straordinarie.

Oggi lo Shuttle non vola più, il suo tempo è finito. “Se andiamo avanti di questo passo, i prossimi a salire in orbita saranno i privati cittadini, aprendo la porta al turismo spaziale”. Una cosa è certa, però: il futuro dell'umanità, conclude Guidoni, non è su questo pianeta. “Abbiamo imparato a vivere nello spazio e abbiamo fatto solo il primo passo: la terra è la culla dell’umanità ma non si può vivere per sempre in una culla”.

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