Tutti d’accordo: una equilibrata distribuzione farmaceutica è indispensabile per la salute dei cittadini. Farmacisti, medici e politici ne hanno parlato al convegno organizzato da Teva nell’ambito della tappa bolognese di Panorama d’Italia.

“Il nostro sistema sanitario è sempre stato considerato un’eccellenza a livello mondiale”, sottolinea Salvatore Butti, direttore Business Unit Generics di Teva Italia. Ma c’è un problema di governance, di sosteniblità e "la concentrazione sull’aspetto economico rischia di pregiudicare il vero obiettivo che è la salute del cittadino. Ci vuole una maggiore coesione di intenti tra farmacisti e medici”.

Tema non semplice. Nel nostro paese ogni regione ha un sistema diverso dall’altro: unificarlo, hanno auspicato i relatori intervenuti al convegno, sarebbe utile per tutti. "In Emilia Romagna" precisa Antonio Brambilla della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna "abbiamo fatto un accordo con l’associazione dei farmacisti che tiene conto della necessità di avere a disposizione i farmaci vicino a casa aumentando la distribuzione per conto e convenzionata, indispensabile per una maggiore fruibilità del servizio". L’Emilia Romagna infatti punta alla "valorizzazione del ruolo del farmacista, alla rimodulazione del sistema distributivo. Abbiamo investito 5 milioni di euro per questo".

Lo testimonia anche Federfarma, il cui segretario generale di Bolgona, Gianmatteo Paulin non ha dubbi. "Crediamo e stiamo investendo nell'evoluzione del farmacista e nella sua continua formazione. Per questo abbiamo stretto accordi con l'Università di Bologna per corsi specializzanti". L'obiettivo è quello comune: portare di nuovo il farmaco in farmacia valorizzando il ruolo del farmacista nella relazione con il paziente anche in un'ottica di risparmio attraverso la distribuzione diretta soprattutto per alcuni tipi di molecole particolari.

Del resto la salute è un diritto costituzionale, ricorda Alberto Catalano, presidente Speme-Cimo: "Dagli ultimi dati pare che l’aspettativa di vita in Italia sia in calo. C’è un’inversione di tendenza. Credo che tra i tanti motivi ci sia il fatto che gli anziani non si curano come si deve. È la farmacia che deve andare incontro al paziente, non il contrario. In Italia mediamente ci sono 30 farmacie ogni 100 mila abitanti".

L’importante, interviene Donato Zocchi, presidente della Simg, "è che il farmacista non modifichi quello che prescrive il medico. Questa è la vera collaborazione tra medico e farmacista". Ma una cosa è certa, conclude Egidio Campari, direttore generale Farmacie comunali riunite Reggio Emilia, "le categorie, tutte insieme, possono dare di più al paziente che deve essere al centro delle nostre iniziative".


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