Cosa sta succedendo alla Terra? Forse non tutti lo sanno ma i cambiamenti climatici, di temperatura e ambientali che stanno interessando scienziati e studiosi di tutto il mondo dipendono principalmente dai gas serra. E non solo.

"Alla base di tutto c'è la luce solare che, combinandosi con i gas serra, mantiene la temperatura media del nostro pianeta a livelli di tollerabilità. Se non esistessero, questa sarebbe di -18 gradi anziché 15. Ma c'è un problema: il rilascio di Co2 nell'atmosfera altera questo equilibrio, innalzando tale temperatura, con tutto ciò che ne consegue. Certo è che i cambiamenti nella storia ci sono sempre stati, ma quello che è diverso da ogni altra fase che ci ha preceduto è la rapidità con cui tali differenze si verificano e si susseguono".

A parlare è Susanna Corti, primo Ricercatore al CNR, Istituto ISAC sede di Bologna. Con lei, il direttore di Focus, Jacopo Loredan, nell'ambito dell'incontro su ambiente e clima nel cuore di Bologna, seconda tappa del tour Panorama d'Italia.

Dunque, cambiamenti anche minimi della temperatura del pianeta portano conseguenze molto rilevanti nella vita quotidiana di chi la Terra la abita. L'immigrazione, tanto per fare un esempio, è una dimostrazione di come un fattore climatico in trasformazione (la disponibilità d'acqua) produce rilevanti conseguenze nel quotidiano.

Uno sguardo a domani
"Le simulazioni effettuate mediante modelli matematici ci dicono che a partire dalla seconda metà del 21esimo secolo, le temperature medie saliranno anche in maniera importante (fino a 5 gradi), neve e ghiaccio diminuiranno e si assisterà a un innalzamento degli oceani", sottolinea Corti.

La soluzione a tutto ciò può essere soltanto di tipo politico mentre il rispetto dei termini dell'accordo di Parigi del 2015 (COP21), in particolar modo nel contenere l'aumento di temperatura entro i 2 gradi, è un primo e importante passaggio obbligato.

Il ruolo del sole e del vento
Tra i soggetti più attivi nel far sì che questo accada c'è Greepeace. Luca Iacoboni, responsabile della campagna energia e clima racconta: "Il pianeta si sta scaldando e c'è bisogno di fare di più come abbiamo chiesto al ministro Calenda in occasione del G7 Energia".

Anche perchè il mutamento delle condizioni economiche legate alla produzione dell'energia sta cominciando a produrre effetti: intorno al 2030, le energie alternative (eolico e fotovoltaico su tutte) costeranno meno di quelle combustibili, ovvero delle grandi responsabili del riscaldamento globale. "Noi e tutte le associazioni ambientaliste - dice ancora Iacoboni - chiediamo di liberare il mercato togliendo le agevolazioni e gli sgravi al petrolio e al carbone, in modo da permettere l'espansione delle energie alternative pulite".

Quando economia fa rima con ecologia
Un'altra strada che porta al medesimo obiettivo è il riciclo dei materiali. "Un passaggio culturale indispensabile è smettere di utilzzare la parola 'rifiuto' con la sua accezione negativa" spiega Michele Zilla, direttore generale Cobat. "Meglio parlare di 'materiale', da riutilizzare. Oggi, finalmente, possiamo dire che il concetto di economia si sta avvicinando a quello di ecologia come mai è avvenuto fino a ora".

Economia "circolare", ovviamente, ovvero un meccanismo che parte dalla progettazione del prodotto e che tiene conto anche della fine del suo ciclo di vita in un percorso che trasforma i consumatori in utenti responsabili.

Come cambia il meteo
E responsabili bisognerebbe essere sempre. È il tenente colonnello dell’Aeronautica Militare Guido Guidi a ricordare come le situazioni di blocco della circolazione delle acque siano tra le principali responsabili delle perturbazioni. "Tra le varie correnti ci sono quelle che sono più in grado di generare eventi anomali. Si pensi all'ondata di siccità del 2003 o all'ultima alluvione di Genova. In entrambi i casi, alla base, c'era una situazione 'bloccata' delle correnti, che ha provocato il permanere di uno stato per una durata di tempo al di fuori della norma che ha poi causato situazioni estreme, a volte tragiche", precisa Guidi.

Anche perchè "prevedere" non è sempre possibile con largo anticipo: "72 ore" aggiunge. "Pretendere di capire il tempo che sarà con un margine superiore sarebbe come giocare al lotto".

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