La storia, la scienza, aneddoti e curiosità: un mix che questa mattina ha richiamato un pubblico da partenza del giro d'italia per la biciclettata (di 7 chilometri) organizzata da Panorama d'Italia in collaborazione con Eicma attraverso il centro storico di Bologna.

Il capofila e guida d'eccezione è stato l'istrionico conduttore di Voyager, Roberto Giacobbo, madrina dell'evento la showgirl Alessia Ventura.

Partito da Piazza Minghetti, il caravanserraglio si è inoltrato nel cuore della città pedalando fino a Piazza Galvani, fino a sotto la statua intitolata allo scienziato che per primo ha intuito che il corpo umano è anche una "macchina elettrica" e che, "assieme al nipote Giovanni Aldini - racconta Giacobbo - ha ispirato con le sue ricerche il romanzo gotico per eccellenza, ovvero il Frankenstein di Mary Shelley".

La chiesa (quasi) più grande del mondo
La seconda tappa è la Chiesa di San Petronio, cioè "quella che sarebbe dovuta essere la più grande del mondo, se non fosse che la chiesa del tempo decise che il primato dovesse spettare a Roma e non a Bologna", rivela il conduttore. Si dovrà accontentare di un un altro primato, quello della meridiana più grande mai costruita, ad oggi conservata al suo interno.

Passando accanto alla Fontana del Nettuno (in restauro) nell'omonima piazza, che ha ispirato il marchio di una delle eccellenze della città, il Tridente della Lamborghini, si ritorna dalle parti del punto di partenza, con Giacobbo che intrattiene il suo pubblico con una sequela di aneddoti che riguardano il complesso di chiese che circonda Piazza Santo Stefano, tra un cortile che ricorda la Passione di Cristo, uno dei presepi più grandi del mondo e la preziosissima reliquia del velo della Vergine Maria.

Da Mozart alle Due Torri
Quando arriviamo di fronte al Palazzo della Filarmonica, le forze dell'ordine che ci stanno scortando da inizio giro bloccano addirittura il traffico della via, mentre la nostra guida di lusso narra come nell'edificio, il giovane Mozart abbia sostenuto l'esame per diventare Maestro di Cappella. Anche qui c'è un retroscena sconosciuto ai più: il giovane talento scrisse tre versioni della prova d'esame: le prime due vennero scartate perché - seppur sublimi - furono considerate troppo evolute rispetto ai tempi.

Al cospetto delle Torri, quella degli Asinelli e quella della Garisenda, la leggenda si intreccia con la storia e la letteratura. Si dice che la prima venne costruita come pegno d'amore e fu poi teatro di una tragedia: "Una delle sfere di piombo che l'abate Guglielmini fece cadere dalla sommità della torre nel voler dimostrare la rotazione terrestre - spiega Giacobbo - colpì in testa un passante, Giovan Pietro Marchesi, che morì sul colpo".

Tra letteratura e scienza
Torre Garisenda invece è la protagonista - oltre che di una pendenza di 3,22 metri - di un effetto ottico che anche Dante volle celebrare ne L'Inferno della Divina Comedia (Canto XXXI) con questi versi incisi in una lapide sul lato posteriore: "Qual pare a riguardar la Garisenda sotto 'l chinato, quando un nuvol vada sovr' essa sì, che ella incontro penda (...)", ovvero a chi si posiziona alla sua base mentre in alto sta passando una nuvola, pare che quest'utima rimanga ferma e che la torre gli vada incontro".

Partito dalla scienza, il tour con la scienza si conclude: nell'ultima tappa siamo davanti all'edificio che ospita il Teatro Anatomico dell'Archiginnasio, e Giacobbo evoca la figura di Gaspare Tagliacozzi, il primo chirurgo plastico della storia, che finì per non poter più esercitare la sua professione poiché questa venne giudicata colpevole di modificare il volere di Dio. 

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