Bologna

A tu per tu con Michele Bravi

Il ricordo di Lucio Dalla, la certezza che sbagliando si migliora, la pazienza di aspettare il successo. Il giovane cantante a Panorama d'Italia

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Michele Bravi a Bologna per Panorama d'Italia – Credits: Ada Masella

Non poteva iniziare meglio l'evento che ha avuto come protagonista Michele Bravi nella tappa bolognese di Panorama d'Italia. Luci spente nella sala del convento San Luigi, sede dell'Università telematica Pegaso, tanta gente, una chitarra acustica e una voce bellissima, la sua.

Partono le note di Se io fossi un angelo, uno dei tanti pezzi che hanno illuminato la carriera di un artista immenso, oltre che un bolognese doc, come Lucio Dalla. Un omaggio sentito uno dei cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana d'autore. "Lucio era veramente avanti, non era solo un autorevole esponente della scuola cantautorale di questa città. Lui sperimentava, osava. Era un grande" spiega Michele reduce dal successo sanremese de Il diario degli errori e dal primo posto in classifica con l'album Anime di carta.

"Io non nasco come un interprete. La costruzione del mio repertorio significa anche affidarsi a persone che esprimano quello che sento veramente. Per Il diario delle errori ho trovato persone capaci di ricostruire la mia storia. Attraverso gli errori si costruisce una carriera. Io rivendico il diritto di sbagliare. Perché è importante sbagliare. Come quella sera che vai in discoteca e non ti baci con nessuno perché avevi un vestito che non c'entrava niente con te" racconta.

"L'altro giorno ero a pranzo con Mara Maionchi che mi raccontava del successo di grandi artisti del passato che sono diventati immensi dopo 3 o 4 dischi. Ecco quella era una buona strada" spiega prima di addentrarsi nella genesi di Anime di carta.

"Questo album è nato per una storia d'amore finita male. Ci siamo lasciato, ma per molto tempo non abbiamo chiuso e questo è stato fonte di tanti tormenti. Lasciarsi è un primo passo, ma non basta per chiudere definitivamente una relazione. Quindi la conclusione è che il disco sta andando bene ma la vita sentimentale va a rotoli" dice sorridendo.

"I primi giudizi sulla canzone che ho portato a Sanremo erano pessimi. Tranne quello di Panorama che da subito l'ha valutata con un bell'otto. Poi, con il tempo, tanti sono venuti a dirmi: mi spiace non l'avevo capita, ma è un gran bel pezzo". Come conferma l'intensissima versione live che Michele ha voluto regalare al pubblico di Panorama d'Italia. Preceduta da un altro dei pezzi forti del disco, Solo per un po'. Applausi, richieste di bis e tanti autografi. Una serata perfetta.

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