"L'Italia riparte da Bari" è il titolo dell'evento che apre la seconda giornata di lavori di Panorama d'Italia nel capoluogo pugliese. "Non è un titolo di maniera - dice il direttore di Panorama Giorgio Mulè nel fare gli onori di casa - ma parole che si fondano su radici solide".

E si comincia proprio a parlare di queste, e quindi di terra e di agricoltura, comparto particolarmente vivo in tutta la regione, grazie a un mix & match unico nel suo genere tra i saperi della tradizione e l'innovazione che gli imprenditori pugliesi hanno saputo trasformare in sviluppo.

Il vero motore delle politiche agricole qui si identifica in una sigla: Psr (Piani di sviluppo rurale), che prevedono una ventina di diverse tipologie di misure a sostegno del settore. "La settimana prossima, per fare un esempio - spiega Gianluca Nardone direttore generale del dipartimento agricoltura, sviluppo rurale ed ambientale della Regione Puglia - partiranno i nuovi bandi con i quali i giovani agricoltori potranno chiedere finanziamenti per le loro attività, ma prenderanno il via anche gli incentivi per le coltivazioni biologiche e gli investimenti per le industrie alimentari e agricole".

Tutto ciò, dati alla mano, funziona in maniera oliata ed efficace e, se mai ce ne fosse bisogno, a confermarlo c'è la quantità di produttori, anche di grandi dimensioni, che scelgono il territorio pugliese per i loro insediamenti produttivi.

Recettivi al cambiamento

Un caso emblematico è quello di Granarolo, che proprio qui a Bari ha uno dei suoi principali stabilimenti, nei quali oltre a trovare la conferma della straordinaria qualità delle materie prime, ha potuto constatare la flessibilità con cui i lavoratori pugliesi "hanno recepito e risposto alle nostre richieste di cambiamento nel momento in cui, per contrastare la crisi, abbiamo messo in atto tutta una serie di azioni di diversificazione e di introduzione delle nuove tecnologie", spiega il direttore generale del gruppo Gianpietro Corbari.

Un falso mito, dunque, quello del digital divide più accentuato al Sud? Secondo Luca Altieri, director of Marketing, Communications and Citizenship di Ibm Italia, sì. Anzi, a suo dire, ed è una persona che sul tema ha un peso, la Puglia "beneficia di un humus molto fertile per la digitalizzazione, nell'agroalimentare".

Dalla terra dei campi, lo storytelling dell'evento si sposta all'asfalto delle strade, anzi delle autostrade.

Dai trasporti al turismo

A darne una spiegazione è Francesco Delzio direttore relazioni esterne e istituzionali di Atlantia e Autostrade con uno speech molto più articolato che va a toccare molti aspetti diversi e si sviluppa su riflessioni che non hanno strettamente a che fare con il core business dell'azienda che rappresenta, come quella sulla capacità di adattamento che la storia ha iniettato nel dna dei pugliesi.

Nella genetica della regione c'è inevitabilmente anche il turismo, di cui Delzio fotografa la grande crescita concentrata però in alcune aree, spiegando come Autostrade "possa farsi portatrice nel promuovere la bellezza anche di altri luoghi del territorio, da questo punto di vista ancora tutti da esplorare".

Viaggiando sulle strade, ovviamente. E sperando che siano sempre meno intasate dal trasporto pesante. La pensa così anche Guido Grimaldi, direttore commerciale dell'omonimo gruppo di famiglia, ospite qui anche nella veste di presidente di Alis (Associazione Logistica per l'Intermodalità Sostenibile).

Proprio a Bari, il colosso dello shipping ha fondato uno dei suoi poli di sviluppo, con una scommessa fatta nel 2012 che ha portato prima Brindisi e poi la stessa Bari, appunto, a diventare "uno dei crocevia tra est e ovest che oggi conta qualcosa come 4 milioni di tonnellate di merci movimentate ogni anno", tiene a precisare il manager.

È un case study di successo quello della Banca Popolare di Bari che, come racconta il suo condirettore generale Gianluca Jacobini "è riuscita a superare la crisi, anzi le crisi, quella congiunturale dell'economia e quella del settore bancario, soprattutto sfruttando la sua posizione di vicinanza territoriale con le aziende".

A tirare le somme del dibattito è Roberto Garofoli, capo di gabinetto del ministero delle Finanze, orgogliosamente barese e orgogliosamente soddisfatto di come, nel Sud, negli ultimi anni "i governi abbiano ottenuto ottimi risultati puntando sull’efficientamento della capacità di spesa dei fondi strutturali, che prosegue anche per nella programmazione 2013-2020", nella quale sono stati inseriti, peraltro ulteriori strumenti intelligenti, tipo i Patti per il Sud, conclusi e stipulati con le regioni e le città metropolitane.

Anche per lui, la tecnologia rappresenta un driver di sviluppo finora ben sfruttato dalle aziende del Meridione, grazie a misure specifiche, quali l'iper-ammortamento e il credito d'imposta per i beni strumentali.

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