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Bari

Bari: 5 luoghi da scoprire

Una chiesa da trovare e una spiaggia ritrovata, un museo ricco di storia e altre piccole meraviglie del capoluogo pugliese

La Chiesa Russa

Per incontrarla bisogna dedicarsi a una generosa camminata di mezzora dall’originale e omonima in zona Politecnico. Perché anche questa chiesa è dedicata a San Nicola come la basilica di Bari vecchia, noto simbolo cittadino che emerge nella foto sopra. Qui siamo in periferia, in via Benedetto Croce, abbiamo superato la stazione dei treni e il quartiere murattiano. Ed eccolo lì, con le sue cupole slanciate e colorate, questo tempio del rito ortodosso che trasporta un frammento di Russia fino in Puglia. «Il nostro pezzo di Cremlino» la definisce in città chi la conosce. Maestosa però con tratti gentili, è la somma di un’imponente cupola verde con un giardino ricco di pace. L’antipasto del suo sontuoso interno, che si snoda tra l’altare, la cripta, le varie icone. Un viaggio in una cultura che sa d’altrove a portata di passeggiata.

Spiaggia di Torre Quetta

Lo scorso anno era pressoché in abbandono, oggi, complice una massiccia riqualificazione, è il luogo di tendenza prediletto dai baresi per un aperitivo con il sottofondo del tramonto o per una cena che si prolunga fino a tardissimo in mezzo ad ampie dosi di buona musica. Alcuni ristoranti cittadini, assieme a birrerie e gelaterie, hanno inaugurato una loro appendice in questo generoso angolo con vista sul blu. Mentre chi non ama le ore piccole, venga pure di giorno: tra una nuotata, una partita di beach volley, aree attrezzate per i più piccoli e altre riservate ai drogati di fitness, non ci si annoia mai. Il modello di riferimento è chiaro: una Barceloneta trapiantata in Puglia. Un’ambizione coraggiosa, indovinata e ben riuscita.  

Pinacoteca Corrado Giaquinto

Si è scoperto il suo lato glamour e quello che abbina sacralità e bellezza. Giusto approfondire quello storico, in un museo intitolato a un pittore di Molfetta attivo nel Settecento e che abbraccia tutte le epoche dell’arte locale dal Medioevo in avanti. Ci sono i quadri dei più grandi artisti pugliesi dell’Ottocento come Giuseppe De Nittis o Francesco Netti, nomi che magari non diranno molto al grande pubblico, ma che perciò è ancora meglio esplorare e scoprire. E poi sculture, ceramiche del Seicento e Settecento, un grande fondo fotografico, un calendario di mostre temporanee, eventi, seminari, musica. In un luogo storico a sua volta, con alle spalle quasi cent’anni di vita dedicata a celebrare le molteplici forme della creatività pugliese.

Galleria Doppelganger

All’opposto della Pinacoteca, qui siamo nell’universo dell’arte contemporanea e oltre. Il nome significa sdoppiamento e ne contiene la filosofia: sposare la ricerca legata alle arti figurative con altre forme espressive laterali come installazioni o performance di vario tipo. Un flusso d’avanguardia che, in un delizioso ossimoro geografico, vive all’interno di Bari Vecchia, dentro Palazzo Verrone. Uno spazio risalente al dodicesimo secolo che, a sua volta, si sdoppia: è anche residenza per artisti, zona aperta ai loro progetti e a dargli successiva, immediata visibilità. I nomi si alternano, temi e contenuti lo fanno di riflesso. In un luogo vitale, originale, in continuo movimento.

Pescobar

Bisogna innanzitutto andarci per il suo pregevole cortocircuito tra antico e moderno, austerità e piacere. Siamo dentro Palazzo Colonna, sul lungomare Araldo di Crollalanza, in un edificio del 1925 con torrino e orologio. Dettagli di un altro tempo. Ma siamo anche in un fast-food nuovo di zecca, inaugurato da poco, che non propone hamburger o altro cibo veloce d’importazione logica americana, ma le più tipiche delizie locali: pesce crudo e fritture, crostacei, carpacci. Ancora, tartare di astice e aragosta, polpa di granchio, panini di mare: prodotti espressi ma freschissimi, ben lontani dall’immaginario del cibo spazzatura delle grandi catene industriali. In un angolo pensato innanzitutto per un pubblico giovane, altro segnale di una città che coltiva il gusto di sperimentare.

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