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Esteri

Meno prede per i pirati somali

I dati diffusi dalla Us Navy confermano il calo degli abbordaggi nell’Oceano Indiano

Nave militare italiana scorta un mercantile nell'Oceano Indiano (Credits: Marina Militare)

Gli atti di pirateria nelle acque somale e nell’Oceano Indiano sono in brusco calo quest'anno, secondo i dati diffusi dalla Marina militare statunitense . Nei primi sette mesi dell'anno si sono registrati 46 tentativi di abbordaggio di navi mercantili da parte dei pirati somali. Nel 2011 gli attacchi erano stati 222 e nel 2010 ben 239. Su 46 attacchi solo 9 hanno avuto successo con la cattura dei cargo e degli equipaggi contro i 34 del 2011 e i 68 del 2010. Nonostante i dati incoraggianti, la US Navy mantiene la cautela. "I pirati si sanno adattare e sono molto flessibili", ha detto il vice ammiraglio Mark Fox, vice capo della Marina per le operazioni, la pianificazione e la strategia.

Specie negli ultimi mesi, tra maggio e luglio, gli attacchi si sono molto rarefatti grazie anche ai monsoni che rendono difficile la navigazione alle piccole imbarcazioni dei pirati. Gli statunitensi si aspettano quindi un aumento delle attività criminali in autunno ma ammettono che un calo così drastico delle azioni dei pirati è dovuto all’aumento delle misure di sicurezza predisposte dalla comunità internazionale e dagli armatori. Oggi la gran parte deli mercantili in transito in quelle acque o naviga in convogli scortati o imbarca team di protezione composti dai militari o guardie private mentre le flotte messe in campo da Usa, Nato, Ue, Giappone, Russia, Cina, India, Iran e Corea del Sud consentono di schierare 25/30 navi da guerra con compiti antipirateria appoggiate da aerei e droni da ricognizione.

Uno sforzo internazionale che costa miliardi ogni anno e che finora non ha consentito di debellare la piaga della pirateria con interventi militari diretti ma solo di contenerla e ridurla in modo significativo con azioni solo in rari casi aggressive. Per questo la presenza delle forze navali resta indispensabile per impedire che il fenomeno esploda nuovamente su vasta scala. Nei giorni scorsi i comandanti delle tre Task Force internazionali impegnate nel contrasto alla pirateria nel Golfo di Aden e nell'Oceano Indiano si sono incontrati a bordo della nave comando della Task Force 465 (quella dell’Unione Europea), la nave da assalto anfibio italiana San Giusto, per analizzare i risultati ottenuti dall'inizio del 2012 a oggi e tracciare le future strategie per contrastare la pirateria marittima lungo le coste della Somalia.

Il comandante di Eunavfor , Contrammiraglio Enrico Credendino, ha discusso delle operazioni anti-pirateria con il comandante dell'operazione Nato Ocean Shield, Commodoro Ben Bekkering (Olanda), e il comandante della Task Force 151, Rear Admiral Anho Chung (Repubblica di Corea).

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