Esteri

Londra: l'arsenale atomico accende lo scontro tra tory e lib-dem

l rinnovo della flotta di sottomarini nucleari mette sotto pressione il governo Cameron

Un sottomarino britannici lanciamissili del tipo Vanguard (Credits: Royal Navy)

Gli esperti del ministero della Difesa britannica non hanno dubbi: per mantenere la deterrenza nucleare occorre mantenere una flotta di quattro sottomarini in grado di lanciare i missili a testata atomica Trident. Il rapporto degli analisti militari si inserisce in un aspro dibattito politico interno alla maggioranza che sostiene il governo di David Cameron incentrato più su valutazioni finanziarie che militari.

L’esecutivo è impegnato in un programma "lacrime e sangue" di tagli alla spesa pubblica che non ha risparmiato dolorosi sacrifici all’apparato militare con la radiazione delle ultime due portaerei tipo Invincible (l’ultima, la Ark Royal, verrà demolita in un cantiere turco) , dell’intera flotta di cacciabombardieri Harrier e la riduzione dei mezzi e dei reparti dell’esercito. I liberal- democratici di Nick Clegg vorrebbero ridurre anche l’arsenale nucleare che garantisce da mezzo secolo la capacità di rispondere in ogni momento a un attacco attuando un’immediata e devastante ritorsione atomica. Dopo aver radiato negli ultimi anni le bombe  nucleari lanciabili da velivoli e aver rinunciato da tempo a quelle imbarcate su missili basati a terra, Londra mantiene il suo arsenale atomico in mare composto da 54 missili balistici intercontinentali Trident D-5 imbarcati su quattro sottomarini classe Vanguard.  

I missili sono gli stessi utilizzati dai sottomarini  statunitensi e possono portare fino a 12 testate atomiche indipendenti a 12 mila chilometri di distanza. Quelli britannici ne imbarcano solo tre di costruzione nazionale e secondo indiscrezioni alcuni missili sono stati modificati  per trasportarne solo una e di potenza ridotta. I quattro grandi sottomarini tipo Vanguard da quasi 17 mila tonnellate (stazza maggiore della portaerei italiana Garibaldi)  sono entrati in servizio nella seconda metà degli anni ’90 ed entro il 2016 occorrerà decidere la loro sostituzione con nuovi battelli e l’ ammodernamento dei missili Trident che ne estenderà la carriera a oltre il 2040.

Un investimento di almeno 20 miliardi di sterline che i liberaldemocratici vorrebbero ridurre ripensando la struttura dell’arsenale nucleare o riducendo il numero di sottomarini. Nel primo caso si tratterebbe di tornare a posizionare  testate atomiche in basi aeree o terrestri rendendole però vulnerabili ad attacchi. La peculiarità dei sottomarini lanciamissili è infatti quali di renderli invisibili e in grado di sopravvivere a un attacco nucleare contro il territorio nazionale a garanzia delle capacità di risposta nucleare alla base della deterrenza.

Per questo l’ipotesi di dimezzare il numero dei sottomarini consentirebbe un risparmio immediato di 5 miliardi di sterline più un altro miliardo all’anno in spese di esercizio ma finirebbe per inficiare questo principio poiché con meno di 4 battelli non sarebbe possibile averne almeno uno sempre in mare pronto a rispondere a minacce atomiche contro il Regno Unito..
Come racconta il Financial Times il dibattito politico su questo tema vede coinvolta anche l’opposizione laburista che, da forza di governo, diede il via al programma di rinnovamento del deterrente nucleare ma ora sembra valutare positivamente i possibili risparmi. La questione potrebbe avere un’eco nella prossima campagna elettorale tenuto conto che la decisione finale dovrà essere presa nel 2016, dopo le prossime elezioni politiche britanniche.

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